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Venerdì, 15 Febbraio 2013 00:58

Eva Sebastiani

Il mio nome è Eva e ho 30 anni; sono rientrata da pochi mesi da un'esperienza importante di volontariato, poi trasformatasi in vita quotidiana, in Ecuador. Tento di mantenere un po' d'ordine (cronologico) e quindi inizio scrivendo di quando ero una giovincella! Volontariato per tanti anni in una coop. sociale che, in quegli anni, aveva solo Centri socioeducativi per ragazzi diversamente abili (ora ha mille servizi!); questo hobby si è poi trasformato in lavoro, nel periodo di inizio università. Poi, dato il trasferimento di domicilio, ho cercato altri enti che trattassero le problematiche connesse alla divers-abilità e mi son fermata per un anno e mezzo in un'associazione di Trento (CIRS), lavorando ancora come operatrice/accompagnatrice su progetti di formazione-lavoro (2005 - 2006). Laurea in SS, classe 6. Con la laurea è arrivato anche un contratto di lavoro (cosiddetto "precettazione", data la mancanza di patentino di bilinguismo = precarietà dell'incarico) in veste di assistente sociale c/o Azienda dei Servizi Sociali di Bolzano. 2 anni a Bolzano mi han portata alla consapevolezza che fosse arrivato il momento di partire.
Fine 2008. Partenza alla volta di un progetto di salute (igiene e alimentazione) per i bambini che vivono sulle Ande ecuadoriane: un anno di volontariato a 4200 m s.l.m., visitando di giorno in giorno gli asili montani e le famiglie dei bambini e lavorando con gli operatori del progetto governativo Infa -Instituto de la Niñez y de la Familia-. Poi, vista l'esperienza positiva, un'ulteriore sperimentazione latinoamericana, questa volta in una comunità alloggio con ragazzi con problematiche psichiche. La curiosità mi ha infatti spinta a cercare un altro progetto, più a contatto con la realtà delle metropoli del Sudamerica, che vertesse su altre questioni sociali.
La mia professione mi ha aiutata in entrambe le esperienze: le competenze legate al Saper essere, combinate con alcune conoscenze specifiche che ho acquisito vivendo di giorno in giorno prima con gli indigeni e poi con i ragazzi della comunità, mi hanno guidata verso gli obiettivi, più o meno vicini, impedendomi di perdermi nel cammino.
A settembre 2010, dopo essermi sposata con lo psicologo della comunità, ho iniziato a lavorare in una scuola italiana a Quito come insegnante di italiano e di cultura italiana (per una questione...economica, di sopravvivenza, per così dire!). Il mio secondo anno di insegnamento è giunto a termine, per me, a metà gennaio: il 28 gennaio 2012 è infatti nata mia figlia.
A fine marzo sono rientrata in Italia, con mio marito e mia figlia e oggi faccio la mamma. Ho fatto, qualche mese fa, un colloquio per un posto di copertura di maternità di un'assistente sociale e, considerando ambiente e domande, mi son chiesta se il servizio sociale italiano anno 2012/2013 faccia ancora per me. E con questo dubbio (critico) arrivo qui!

Letto 1837 volte Ultima modifica il Sabato, 23 Febbraio 2013 23:27

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