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Associazione ASit ASit incontra il CNOAS
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Lunedì, 19 Marzo 2012 18:53

ASit incontra il CNOAS

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Il 10 marzo scorso l’Associazione ASit ha incontrato il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali. Escludendo i raduni, è stata la prima iniziativa pubblica e non virtuale di ASit. Quindi (e lo dico senza retorica) non senza emozione abbiamo varcato l’ingresso della sede di via del Viminale. Ma prima è opportuno raccontare il senso di questa iniziativa.

Come Associazione, la cui più radicata mission è nello sviluppo della comunicazione intraprofessionale. già  da tempo avevamo evidenziato, nelle discussioni interne, un’area di forte criticità nel rapporto tra le istituzioni dell’Ordine e i professionisti iscritti, criticità riconducibile ad una sottovalutazione del ruolo e della funzione della comunicazione istituzionale. Gli effetti di questo comportamento hanno, secondo noi, delle conseguenze che nel medio periodo portano la comunità professionale ad un progressivo senso di distacco, ad una incomprensione delle scelte operate dall’organo di governo della professione, e a volte anche indipendentemente dalla “qualità” delle scelte stesse. Il rischio è una deriva di “antipolitica” intesa come non partecipazione, come estraneità di quanto viene deciso dalle istituzioni che noi stessi abbiamo eletto.
Questa osservazione ha avuto un riscontro ulteriore nel dibattito “parallelo” che si è sviluppato nella rete (nella varie forme con la quale si utilizza internet) in occasione della recente iniziativa sulla proposta di legge di riordino della professione e ci siamo un po’ chiesti come può accadere che sullo stesso tema (dove per correttezza occorre dire che il CNOAS aveva invitato i CROAS a sviluppare iniziative di discussione) non si siano trovati spazi comuni e soprattutto non si è sia potuto dare voce e/o risposte a preoccupazioni importanti che seppure in modo spurio sono apparse in rete.
Queste ed altre questioni sono state oggetto di una “memoria”, della quale avevamo discusso dentro l’associazione, e che abbiamo consegnato all’incontro di sabato 10 marzo. Nella memoria abbiamo anche indicato alcune strategie minime per la costruzione di spazi di dialogo tra la componente istituzionale e quella “civile” della professione. Il testo delle “memoria” è riportato in fondo a queste righe.
Vale la pena di fare un po’ di cronaca dell’incontro.
L’appuntamento è fissato per le 11 e Vittorio Zanon – che viene da Verona – ha fatto una levataccia per essere a Roma per le 9.50 (l’unico treno possibile da prendere). Con me e Vittorio c’è anche Mercy Banchetti nel suo ruolo di socia fondatrice (ma sospettosa e indecisa che la sua presenza fosse stata in realtà richiesta per “fare numero” o “quota rosa”). Non nego che sotto sotto ci sentivamo forte la responsabilità di rappresentare l’associazione in questa prima uscita pubblica, e per la ricca trasversalità di ASit, è una bella responsabilità. Tuttavia abbiamo con noi il documento/memoria condiviso precedentemente tra i soci.
Alle 11 suoniamo il campanello …   
La sede del CNOAS era in piena attività, ci sono colleghi che lavoravano su documenti, riunioni che finivano ed altre che iniziavano. Io ho pensato che anche diffondere questo fermento sarebbe un bel comunicare. Un video avrebbe aggiunto un bel po’ di informazioni non verbalizzabili.
Presentazioni di rito, e l’incontro che inizia alle 11.20 (proseguirà per un’ora e mezza). Al tavolo oltre noi, c’è Edda Samory, Patrizia Del Principe, Federico Basigli, Simonetta Cavalli, Bonaria Autunno, Silvana Mordeglia (più tardi si aggiungerà Nunzia Bartolomei)
Samory ci presenta la composizione del tavolo informandoci che – compatibilmente con gli impegni – normalmente questi incontri vedono la partecipazione dei vari presidenti delle commissioni di lavoro del CNOAS, oltre all'ufficio di presidenza. Ci viene chiesto di presentare un po’ la nostra esperienza della quale hanno solo conoscenze frammentarie.
Racconto un po’ cosa è ASit, come è nata l’associazione, la storia trasparente e incredibilmente semplice di questo gruppo di persone che si è aggregato inizialmente intorno alla innovativa (siamo alla fine degli anni ‘90) possibilità di comunicare messa in campo da Mario Abrate: una maling list in un’epoca in cui fare social network era ricevere 5/6 mail a settimana da emeriti sconosciuti. Parte di questi emeriti sconosciuti si incontrano “fisicamente” a Roma nel 2003. Una specie di appuntamento al buio lo definirà Ombretta Okely. Nel 2006 il nocciolo duro di quel gruppo più altri incontrati in rete, dà vita ad ASit e raccoglie il sito www.serviziosociale.com per il quale era necessario ripensare un rilancio e una nuova dimensione comunicativa nel momento in cui il web iniziava la sua virata verso il 2.0.
Dopo questa presentazione abbiamo “raccontato” il documento/memoria e nel raccontarlo vengono fuori un po’ di dati che abbiamo elaborato in passato (sul report della formazione, sulla composizione degli eletti nei CROAS ecc…). Abbiamo ovviamente evidenziato l’argomento principale del nostro incontro, cioè i limiti dell’attuale sistema di comunicazione istituzionale come concausa della disaffezione (anche elettorale). Vittorio in questo senso ha puntualizzato alcune questioni: la mancata pubblicazione sul sito della bozza di proposta di legge sulla quale però veniva richiesto un ampio dibattito, il “disallineamento” tra livelli di governo professionale sulla comunicazione web con significativi scarti di “trasparenza” tra i diversi siti dei CROAS, la necessità quindi di avere online i documenti, i verbali, le comunicazioni pubbliche prodotte dal Consiglio Nazionale. Rispetto alla mancata pubblicazione sul sito Nazionale Samory ha dichiarato che si è trattato di una precisa scelta in quanto la proposta di riordino era un documento “ufficioso”. La cosa si innesta bene con le nostre osservazioni lì dove diciamo che il nostro specifico professionale ci permette di essere anche meno “istituzionali” e più “relazionali”, cioè di essere presenti nei luoghi (o non luoghi se preferite) delle varie iniziative in rete, facebook, ma non solo.
Ancora sul ruolo del CNOAS Mercy ha opportunamente sottolineato che una comunicazione più diffusa permetterebbe ai colleghi di avere riferimenti più certi in vari contesti, una chiara definizione dei carichi di lavoro – per esempio – aprirebbe alla possibilità di una interlocuzione sindacale basata su dati condivisi a livello nazionale.
ASit ha portato comunque un contributo di proposte (sempre riportate nel documento) e che Samory si è impegnata a portare all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Nazionale, ammettendo che sulla comunicazione occorre oggettivamente lavorare molto entro questa consiliatura.
Abbiamo colto l’occasione per consegnare il dossier “Dove va l’assistenza?” esprimendo la nostra preoccupazione che mentre ci si sta occupando di un assetto professionale più dignitoso, le normative in discussione al parlamento rischiano di collocare il welfare in un ruolo rispetto al quale la Legge Crispi del 1890 diventa improvvisamente moderna. Anche rispetto a questa cosa Samory ha rilevato la necessità di prendere delle iniziative delegando a Del Principe (commissione politiche sociali) una discussione del gruppo che presiede. Abbiamo suggerito inoltre l’opportunità che il CNOAS chiedesse l’audizione alle commissioni parlamentari finanze e affari sociali che sono riunite sulla discussione del DdL 4566.
Ci sono stati poi gli interventi di vari consiglieri che hanno riconosciuto la necessità di una maggiore attenzione alla comunicazione con la comunità professionale attraverso ulteriori occasioni e luoghi di ascolto.
Ovviamente questa sintesi non raccoglie tutto quanto detto, voglio comunque sottolineare un clima di attenzione alle nostre osservazioni che – come detto precedentemente – vi allego qui sotto.
Maurizio Cartolano

 



Memoria per l’incontro con Il CNOAS del giorno 10 marzo 2012

 


Le osservazioni che seguono sono il frutto di una riflessione condivisa all’interno dell’associazione e raccolgono osservazioni che sono state manifestate negli spazi comunicativi promossi da ASit – Servizio Sociale su internet sulla rete internet.
L’obiettivo è sensibilizzare alla fondamentale importanza della comunicazione per la crescita di un senso di appartenenza e di partecipazione rilevando quelle che sono oggi le criticità e proponendo possibili percorsi di lavoro.

  1.  La caduta della partecipazione dei cittadini alla vita “politica”, all’interesse per i propri organi di governo è un fenomeno che investe tutta la società italiana. Anche il sistema di governo della professione subisce questo comportamento sociale.
    Partiamo dai dati: gli ordini regionali sono stati eletti dal 19,74% degli iscritti, con delle allarmanti defaillance delle regioni Toscana ed Emilia Romagna dove è andato a votare meno di un collega su 10. C'è un "partito"del non voto, o meglio della non partecipazione (neppure delegata) che supera quindi l'80%
  2. Non abbiamo strumenti e dati per fare in questa sede una analisi approfondita di questo fenomeno, ma possiamo tratteggiarne frammenti di cause. Oltre ad una fisiologica quota di assenti, osserviamo questo dato come un sintomo di disaffezione alla rappresentatività della professione che – pur nella situazione generale di fuga dalla partecipazione che investe tutti i settori istituzionali – pone degli interrogativi per la condivisibilità delle scelte che vengono assunte. 
  3. riteniamo che parte di questa disaffezione sia imputabile alla difficoltà, se non alla resistenza, ad una comunicazione trasparente, continuativa e/o “organizzata . Nella più realistica delle ipotesi riteniamo che ci sia una sottovalutazione come se la comunicazione fosse una responsabilità “minore” in un processo di governance.
  4. Una altra causa è nell’approccio “istituzionale” alla comunicazione, che segue i percorsi tipici della Pubblica Amministrazione con una unidirezionalità top-down, che poco margine lascia ad una interazione anche solo informativa. In questo la diversità professionale potrebbe essere proprio nell’innovazione Istituzionale dei processi comunicativi interni ed esterni.
  5. in questo senso possiamo evidenziare che le procedure che hanno portato al regolamento della formazione continua, ma soprattutto alla sua mal digerita accettazione da parte della community, sono in parte frutto di una mancata comunicazione e condivisione.
  6. Analogamente la proposta di legge di riordino ha avuto un dibattito che si è focalizzato (sui media comunicativi di internet) sulla questione “3+2” o “magistrale” quando invece le questioni poste dalla Legge 148 del 14/09/2011 affrontano altri temi. In ogni caso l’esito è stato che tra la stesura iniziale e quella finale del provvedimento non si sono raccolte (per esempio) alcune istanze che provenivano dalla parte non rappresentata della professione, cioè i futuri AA.SS.. Anche in questo caso c’è un deficit di comunicazione se pensiamo che sul sito ufficiale del CNOAS la proposta di riordino è stata pubblicata solo il 21 febbraio scorso.

Esprimiamo quindi la necessità che l’Ordine lavori su questa tematica della comunicazione oggi decisamente molto carente, con gli strumenti che ritiene più utili, ma sicuramente privilegiando i nuovi media. Suggeriamo 3 strategie tecniche e metodologiche:

  1. la comunicazione attraverso il sito istituzionale deve evolversi con la pubblicazione degli atti e delle azioni promosse dal Consiglio Nazionale, con la pubblicazione di una agenda di sviluppo delle iniziative che si vanno intraprendendo. In ogni caso con un aggiornamento costante e continuativo.
  2. L’utilizzo costante della posta elettronica quale strumento di comunicazione semplice, veloce, a basso costo e con una vasta (tecnicamente totale) potenzialità di propagazione tra gli AA.SS. Bisogna infatti sottolineare che l’obbligatorietà della PEC per ogni professionista iscritto all’Ordine, mette nelle mani di quest’ultimo un formidabile strumento di comunicazione istituzionale virtualmente completo.
  3. Occorre “sistematizzare” le occasioni di ascolto della professione con un mandato esplicito ad un “osservatorio” interno all’Ordine, che raccolga, oltre ai canali classici di comunicazione (lettere, documenti), le istanze e le iniziative che si sviluppano nel mondo parallelo della comunicazione mediata dalle reti telematiche.


per l’Associazione ASit
Il Presidente
Maurizio Cartolano

puoi scaricare il documento in pdf:

Memoria ASit per incontro con CNOAS del 10/03/2012

Memoria per l'incontro con il CNOAS del giorno 10 marzo 2012

Le osservazioni che seguono sono il frutto di una riflessione condivisa all'interno dell'associazione culturale ASit e raccolgono osservazioni che sono state manifestate negli spazi comunicativi promossi da ASit – Servizio Sociale su Internet sulla rete internet.

Licenza Creative Commons 2.5 ita Sito ASit Servizio Sociale su Internet Data 2012-03-20 Dimensioni 75.99 KB Download 422


Letto 2022 volte Ultima modifica il Lunedì, 19 Marzo 2012 23:31

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