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Formazione Esame di Stato Come affrontare l'Esame di Stato Esame di Stato: le competenze richieste
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Venerdì, 07 Gennaio 2005 00:00

Esame di Stato: le competenze richieste

Scritto da  Ugo Albano
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di Ugo Albano

Il fine principale dell’esame di Stato non è il semplice superamento delle prove, ma la verifica delle competenze professionali, nel senso che le prime sono strumento subalterno alle seconde: i contenuti e le modalità delle prove devono cioè verificare le competenze professionali e non essere solo la verifica generica di una certa conoscenza. L’esame di Stato non è quindi un generico “compitino”, ma da questo deve essere misurabile l’insieme delle competenze possedute; non si tratta quindi di “sapere” la nozione o il dato, ma di capire “che competenza specifica viene misurata”. Le competenze, infatti, sono le capacità esigibili nel lavoro che il professionista deve saper dimostrare; esse sono inoltre codificate per Legge e rappresentano il “patto” tra la professione e le organizzazioni sociali interessate, quelle del lavoro e quelle del mercato.

Le competenze le troviamo codificate sempre nello stesso D.P.R. 328/2001 all’art.21.

Il particolare le competenze dell’assistente sociale specialista sono:

a) elaborazione e direzione di programmi nel campo delle politiche e dei servizi sociali;

b) pianificazione, organizzazione e gestione manageriale nel campo delle politiche e dei servizi sociali;

c) direzione di servizi che gestiscono interventi complessi nel campo delle politiche e dei servizi sociali;

d) analisi e valutazione della qualità degli interventi nei servizi e nelle politiche del servizio sociale;

e) supervisione dell'attività di tirocinio degli studenti dei corsi di laurea specialistica della classe 57/S - Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali;

f) ricerca sociale e di servizio sociale;

g) attività didattico-formativa connessa alla programmazione e gestione delle politiche del servizio sociale.

Le competenze dell’assistente sociale sono invece queste:

a) attività, con autonomia tecnico-professionale e di giudizio, in tutte le fasi dell'intervento sociale per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio, anche promuovendo e gestendo la collaborazione con organizzazioni di volontariato e del terzo settore;

b) compiti di gestione, di collaborazione all'organizzazione e alla programmazione; coordinamento e direzione di interventi specifici nel campo delle politiche e dei servizi sociali;

c) attività di informazione e comunicazione nei servizi sociali e sui diritti degli utenti;

d) attività didattico formativa connessa al servizio sociale e supervisione del tirocinio di studenti dei corsi di laurea della classe 6 - Scienze del servizio sociale;

e) attività di raccolta ed elaborazione di dati sociali e psicosociali ai fini di ricerca.

Ne consegue che una buona commissione deve prima di tutto porsi il compito di stabilire quali competenze verificare e poi adattare le prove a questa verifica. Su ciò, a mio parere, si basa un  esame di Stato più o meno formale oppure più o meno efficace. Ogni commissione è quindi libera di stabilire i criteri che meglio ritiene giusti, è opportuno però, a mio parere, che ogni commissario rifletta sul senso dell’abilitazione e proponga le competenze che ritiene utile verificare, anche perché queste devono essere poi tradotte in unico metodo di valutazione, ad ogni caso chiarito e condiviso da tutta la commissione.

Personalmente credo sia importante la verifica di queste competenze:

Per le prove scritte:

1. padroneggiamento della lingua italiana (chiarezza, correttezza grammaticale e sintattica)

2. comprensione del tema ed esposizione sintetica;

3. appropriatezza del linguaggio e della forma;

4. uso del lessico professionale;

5. capacità di analisi critica;

6. conoscenze giuridiche;

7. conoscenza del procedimento metodologico;

8. appropriatezza delle risposte (corrispondenza al tema assegnato);

9. consapevolezza del ruolo professionale;

10. padronanza degli aspetti etici e deontologici.

Per la prova orale, oltre alle voci precedenti, andrebbero anche verificate:

1. padroneggiamento della comunicazione orale;

2. capacità di esposizione sintetica;

3. capacità di comprensione ed argomentazione conseguente;

4. capacità di ragionamento logico;

5. capacità di pensiero critico;

6. conoscenza del codice deontologico.

Dette competenze, o altre che ogni commissione vorrà individuare prima dell’Esame, devono essere previste prima delle prove e quindi misurate a correzione delle stesse, in modo da rendere più oggettiva la valutazione. Un’idea potrebbe essere la predisposizione di una griglia, in cui le stesse competenze vengono scritte e verificate per gradualità, per esempio “ ottimo, buono, sufficiente, scarso”, o con uno scaling numerico. Il collega Tasin del Trentino, per esempio, espone un sistema di valutazione del genere.

Letto 6093 volte Ultima modifica il Venerdì, 27 Aprile 2012 23:17

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