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Formazione Esame di Stato Come affrontare l'Esame di Stato Diario di bordo preparando l'Esame di Stato
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Martedì, 17 Aprile 2012 00:15

Diario di bordo preparando l'Esame di Stato

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Diario di bordo preparando l'Esame di Stato
di Chiara Biraghi

Aprile 2011

Già prima della mia Laurea pensavo che, prima o poi, l’Esame di Stato avrebbe bussato alle porte.

Non ho mai realizzato quanto difficile o facile potesse essere, mi basavo solo su quello che ci veniva detto a lezione. La maggior parte dei docenti concordavano sul fatto che non è una passeggiata, che è bene essere preparati come si deve, che la Commissione sotto gamba non prende proprio nulla. Queste parole hanno presto sedimentato, senza toccarmi realmente, adesso che la mia Laurea è alle spalle, sì ci devo davvero pensare seriamente, ma costa…costa tanto quindi devo prima guadagnare qualcosa e soprattutto studiare, alcune prove che ho letto degli anni precedenti non saprei da che parte iniziare a “risolverle”.

Maggio 2011

Io lavoro sia il mattino che il pomeriggio, quindi il pensiero Esame di Stato non c’è, c’è poco…oppure è nel mio sub-conscio e non vuole affiorare seriamente, oppure ancora, non voglio affrontare quella grande difficoltà che provo, mi chiedo se è una sensazione solo mia? Per adesso io mi dedico al mio lavoro, alle ripetizioni che do (per fortuna sono di Metodi e Tecniche), e lo prendo come ripasso.

Inoltre sono appena tornata da due giornate di formazione, ne avevo un gran bisogno. Dovevo capire chi fosse un assistente sociale, respirare aria “sana”, che avesse contenuto e sostanza. Non mi sento formata a dovere dall’università, quando ho avuto l’occasione di poter partecipare al corso non ho detto di no, anzi, non vedevo l’ora…sono tornata a casa con domande ed un senso di “pienezza”, intorno a me solo a.s., io la “piccina” appena laureata, spesso guardata con occhiate strane perché “noi quello non lo abbiamo fatto” ma, non mi interessa ho imparato qualcosa e quel qualcosa non me lo toglie nessuno.

Giugno 2011

Con un’amica si pensa come e cosa fare per questo Esame di Stato, lei ha deciso quasi sicuramente che non lo darà perché vuole fare la specialistica, io invece credo che sia giusto farlo, per togliersi anche un peso dal cuore e dallo stomaco, ma la voglia di non darlo è tanta, non mi sento pronta, guardo i libri e non li sento “miei”. Chiedo consiglio a Federico, il mio “turor” ed amico virtuale, lui mi consiglia di darlo, il mio “angioletto” mi consiglia di darlo. Io nel frattempo, fra lavoro e ripetizioni arrivo alla sera stanca e studiare risulta complicato, ma sento che il tempo passa inesorabile…da domani inizio, di solito si dice “domani smetto!”

Metà giugno 2011

Mi sono procurata materiali (files da internet sotto materiale didattico, libri specifici per la preparazione, ho comprato quaderni)…insomma tutto è pronto. Ho chiesto a Federico se mi seguirà a distanza nella preparazione, necessito di qualcuno che mi stia vicino, sennò avrò serie difficoltà. Ha accettato, così mi sento più sicura.

In treno ho incontrato dei miei ex colleghi di studio,  non tutti hanno passato l’esame e mi hanno dato consigli su come impostare lo studio. Dividere per caso, dividere per categoria, dividere per argomento, non leggere tal libro ma, fare solo quello. Mi hanno mandato ancora più in confusione, procederò come dico: da quello che meno conosco (ossia la pratica), fino ad arrivare alla grammatica (teoria).

Luglio 2011

Ho iniziato il libro dedicato ai casi, e con questo anche le mail assillanti a Federico (socio Asit che si è offerto di aiutarmi, mi chiama “investimento affettivo”, mi supporta, mi spiega e posso anche dire di aver trovato un amico).

Primo argomento anziani. Sconosciuti.

Leggo il caso / trovo le parole chiare / finalità e contesto / progetto di intervento. Sembra una contraddizione partire dalla pratica, ma se non la si è mai fatta, ci mette più tempo a sedimentare…ed ecco che inizio a scoprire cose che mai ho sentito ed altre che mai mi sarebbero venute in mente, perché io non avrei agito così.

Disabili: ho fatto tirocinio, ma in una Onlus, che cosa vuoi che ci azzecchi? Ed infatti ecco che non centra proprio nulla, e di nuovo le mail a Federico e la scoperta di modalità operative.

Il modo per “decifrare” questi casi è sempre il solito, attenzione che a volte i casi sono scritti per trarre in inganno…e quando mai?

Coppie, gravidanza, aborto e separazione: tutto molto teorico anche qui, ovviamente ci va delicatezza ed accoglienza, e soprattutto credo, il non giudicare. Mai. Non sappiamo i mondi che stanno dietro alle storie di chi va dall’assistente sociale, comprensivi ma non giustificativi. Io la penso così…ed anche qui, ripassare diritto penale e privato, ma adesso non è il momento..lo farò a fine ottobre. (sì ho deciso che l’esame sarà quello di novembre).

Minori: temo sia un ambito troppo vasto, e così è. Grazie al glossario ho scoperto particolari nuovi, in fondo a quasi tutti i libri che sto usando c’è il glossario, mai dimenticarlo, in breve spiega…una sorta di Bignami pret a porter, che però deve entrare in testa. Leggi, definizioni, servizi…ce la posso fare eh. Io penso alle vacanze

Agosto 2011

Illusa ho portato in vacanza il libro per studiare, ma non ha mai piovuto quindi non ho mai studiato, ma avevo una sensazione strana, ogni sera buttavo un occhio al libro,. Senza aprirlo. Non ci parlavamo, mai. Ho letto 4 libri in spiaggia, loro sì che hanno avuto modo di dialogare con me, da Coelho alla pena di morte, chissà che questa cultura extra possa essermi utile, oppure i libri restano libri e quando sei sotto esame, poco conta??

Settembre 2011

Per me inizia il conto alla rovescia, con la solita tecnica ho portato a termine il libro sui casi, le mail di Federico le ho stampate, mia domanda e risposta sua…e così farò fino alla fine della mia preparazione, lui lo sa. Ogni giorno lo ringrazio, tante cose senza pratica e senza osservazione diretta mancano nel mio immaginario, come potrei fare? Lui mi spiego ed io cerco di capire ed immaginarmi al suo posto.

Adesso inizia la parte più ostica, vedere cosa manca alla mia preparazione per le due prove scritte.

Mi sono letta le prove degli anni scorsi, ho segnato cosa non so, cosa è necessario studiare e cosa ripassare…l’elenco si allunga ogni giorno di più. E’ grave!!

E soprattutto ho pagato i 450€ per l’esame, quindi o lo do o lo do.

Mi sto anche organizzando per capire come ottimizzare il tempo, per fortuna una mia amica mi ospiterà a casa sua e quella sera non mi permetterà di pensare, in maniera ossessiva, all’esame, che è assolutamente deleterio.

Fine settembre 2011

Si legge si legge e si legge. Ma ho deciso che seguirò un mio schema e non pedestremente l’indice del libro, quindi…ho anche preso due quaderni dove farò i miei appunti, per ogni argomento. Quello che è necessario sapere, termini corretti e così facendo metterò anche in evidenza cosa non mi è chiaro, Federico mi verrà in aiuto.

Ottobre 2011

Meno 1, voglio pensare che sia meno 1 e che novembre sia solo tempo che mi porterà alle porte dell’Università. A proposito, mi sono fatta anche un giretto dentro quell’università per sentire che aria si respira, per familiarizzare, per conoscere e per sentirmi meglio.

Per adesso non è servito a nulla, sono in ansia lo stesso.

1° settimana: etica, valori, atteggiamenti, codice deontologico, processo d’aiuto e procedimento metodologico, colloquio e visita domiciliari (approfondimento contratto / progetto di intervento).  Quanti libri che mi passano fra le mani, ma non tutti sono completi alla stessa maniera.

2° settimana: si parte con il lavoro di gruppo, rete e comunità. Da rivedere bene tutti e tre, e se riesco finire tutti gli strumenti del servizio sociale, per poterli collocare al posto giusto. Nel frattempo Federico e Rosaria (un’amica mi danno consigli e cercano di indirizzarmi al meglio, soprattutto lei cerca di rendere più “umano” quest’esame di stato.

3° settimana: ho terminato tutti gli strumenti prendendo anche il libro di Organizzazione dei servizi sociali.  Parto con i modelli e le teorie di riferimento per il servizio sociale, noi abbiamo fatto al 2° anno solo il modello unitario centrato sul compito, ma leggendo qui e là ho anche visto il problem solving (associato al brainstoring), ma ne devo vedere altri, e soprattutto studiarli come si deve. Ogni libro specifica che ogni professionisti si rifà alle teorie di riferimento. E’ ora di vederle, spero di concluderle in questa settimana, perché voglio vedere gli interventi e la politica sociale. Avanti con forza.

4° settimana: terminato tutto. Terminati i modelli. Il mio elenco di cose da rivedere da un lato si accorcia ma, dall’altro, si allunga. Ogni parola suscita domande e curiosità. Leggo i commenti a caldo di chi c’è già passato e leggo tanti spaventati, questo sicuramente non aiuta. In questa settimana mi sono rivista tutte le aree di intervento e gli interventi a favore, collegando così la 328/00, il principio di sussidiarietà che mi ha aperto le porte di un mondo, quello della privatizzazione. L’abbiamo accennato durante gli anni di università, me lo sono studiato da sola, credo di averlo capito, anche in relazione alla professione. Il mio pensiero resta sempre sia la 328, privatizzazione, modello britannico e case manager non mi sembrano idee così valide. Utente = consumatore…ma no! Per me utente = utente fruitore di servizi, al termine della presa in carico…utente = risorsa per la comunità tutta. Voglio pensare positivo. Per tutto.

Novembre 2011

Scatta il conto alla rovescia, il mio quaderno di appunti è pieno, le dispense che ho trovato nei diversi siti di servizio sociale (università) le ho scaricate e stampate, c’è da affinare alcune cose ma, quello che è fatto è fatto.

Ripasso e ripeto, quando ho delle domande ho Federico che mi getta il salvagente, sta facendo un secondo esame di stato, povero, ma fortunata io.

Sto prendendo anche contatti con un’amica a Milano affinché mi dia la sicurezza di potermi ospitare, se dovessi anche cercarmi dove dormire e pagare, bè sarebbe una spesa insostenibile.

Per fortuna mi può ospitare e la sera prima dell’esame avrò compagnia e “ventate” di fiducia e sicurezza.

C’è solo da ripassare poco altro da fare

Dicembre 2011

Il mese della verità sarò o non sarò idonea? Sarò o non sarò abilitata? Ce la farò oppure no? Troppe domande ma, le prime due prove sono alle spalle. Tocca solo aspettare a cuor leggero, so di aver fatto il mio dovere e non ho nulla da rimproverarmi, dovessi non essere promossa, porterò indietro la mia laurea, che mi sono serviti questi 3 anni?

Sììììììììììììììììììì esami scritti passati, c’è solo da urlare e saltare! E ringraziare tutti quelli che mi hanno fatto forza e dato coraggio.

E adesso mi aspettano le prove orali ma, io sono stanca, ho sonno. E devo ripassare il “libro dei casi”. Ancora gli ultimi sforzi.

Fatto l’esame orale e la prova pratica. Le persone sono diverse anche agli esami per una docente che ti sorride l’altra è più fredda. Insomma, che dire, ho fatte le prove, credo siano andate bene ma non ne ho la certezza, non posso averla. Devo attendere.

Abilitataaaaaaaaaaa, sono abilitata, sono ufficialmente abilitata, nessuno può dirmi nulla. Basta io sono assistente sociale e basta! Dovrei pagare tante cene per ringraziare tutti, ed invece ho solo tanta stanchezza e voglia di dormire. E’ stato un tour de force ma la vittoria non ha prezzo. E adesso è tempo di vivere un’altra avventura.

Letto 28300 volte Ultima modifica il Venerdì, 27 Aprile 2012 23:08

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