dal 1995 punto di riferimento per i professionisti del sociale
  non chiederti cosa può fare per te questo sito, chiediti cosa puoi fare tu per questo sito!

   perché...  gli assistenti sociali dall'emoticon facile! :-)


banner-001
sideBar
Sabato, 07 Maggio 2011 23:35

Trento - 2^ sessione 1998

Vota questo articolo
(0 Voti)

PROVA TEORICA

I riferimenti legislativi più recenti nel settore socio-assistenziale e sanitario prevedono l'integrazione tra servizi. Molte situazioni individuali e familiari complesse richiedono risposte unitarie e globali.

Il candidato descriva:
  1. alcuni ambiti che richiedono un approccio integrato tra i servizi sociali e sanitari;
  2. come interviene operativamente l'assistente sociale rispetto ad uno degli ambiti prescelti.

2. L'affidamento familiare è un intervento complesso volto a sostenere sia il minore che la sua famiglia, attraverso il lavoro congiunto degli operatori e della famiglia o persona affidataria, avvalendosi anche della collaborazione delle risorse presenti nella comunità locale. Il candidato illustri, ai sensi della normativa vigente, finalità dell'affidamento, funzioni dei soggetti coinvolti e modalità attuative del processo di affidamento familiare.

3. Tenuto conto della legislazione in materia socio-assitenziale il candidato illustri i criteri e le modalità operative che devono informare l'attività dell'assistente sociale dell'ente locale per lo svolgimento delle attività connesse alla valutazione del bisogno e alla progettazione e verifica degli interventi.

PROVA PRATICA

Il candidato esamini la seguente descrizione:

La sig.ra Carla Verdi segnala al servizio sociale di base la situazione del nucleo famigliare Bianchi.

Dal colloquio della sig.ra Carla con l'assistente sociale emergono le seguenti informazioni:

  • Il nucleo famigliare è composto dal sig. Bianchi e dalle sue tre figlie di 12, 7 e 5 anni. La moglie del sig. Bianchi, madre delle bambine è morta improvvisamente 6 mesi fa.
  • Il sig. Bianchi lavora come operaio in una tipografia. Il reddito è discreto, ma l'orario di lavoro molto pesante: esce di casa, al mattino , verso le 7.15 e raramente torna prima delle 18.30, dato che deve percorrere circa 20 km per raggiungere il luogo di lavoro.
  • Le due bambine più grandi frequentano la scuola dell'obbligo, la più piccola l'ultimo anno di scuola materna
  • Il sig. Bianchi non ha parenti che abitano in paese. I suoi genitori sono entrambi deceduti da parecchio tempo ed il suo unico fratello abita in città, a circa 80 km di distanza. Anche i parenti della moglie vivono molto lontano, all'estero.
  • Per alcune settimane dopo la morte della sig.ra Bianchi, i suoi genitori si sono fermati in paese per aiutare il genero. Poi però gli impegni di lavoro e familiari li hanno indotti a tornare a casa loro, insieme alla grande difficoltà che incontravano nell'adattarsi ad un ambiente molto diverso dal loro luogo di origine.
  • Da allora è stata Carla a dare una mano alla famiglia, spinta dalla profonda amicizia che la legava alla sig.ra Bianchi. Abitando vicino, cerca di stare a casa con le bambine, dopo la scuola, ogni volta che le è possibile. Altre volte le porta a casa sua, fino al ritorno del padre. Inoltre, aiuta il sig. Bianchi nelle faccende domestiche e, durante la settimana, prepara spesso qualcosa per cena.
  • Fin dall'inizio, il sig. Bianchi ha voluto ricompensarla con una piccola somma mensile (L.300.000). Non potrebbe permettersi di pagarla di più, o di assumerla come colf: Cara ribadisce comunque che non aiuta i Bianchi per denaro, ma per amicizia, e che ha accettato il compenso solo per non mortificare il sig. Bianchi.
  • Tuttavia, la situazione inizia a pesare a Carla: suo marito la rimprovera per questa eccessiva responsabilità che la sta portando a trascurare i suoi due figli che, ormai grandi (hanno entrambi concluso la scuola superiore), hanno comunque ancora bisogno di lei.
  • Carla si rende conto che il suo impegno sta diventando sempre più gravoso, in relazione all'educazione delle bambine più che alle faccende domestiche: si chiede se è giusto che sia lei a fare da mamma, quali potrebbero essere le conseguenze se facesse qualcosa di sbagliato, ha dei dubbi rispetto al fatto di essere veramente in grado di aiutarle.
  • La più grande, in particolare, dopo la morte della mamma e l'inserimento alla scuola media, ha avuto parecchie difficoltà a scuola. Carla, che ha frequentato solo le elementari, non si sente adeguata a seguirla nei compiti. E' stata proprio un'insegnante della ragazzina a consigliarla di rivolgersi al servizio sociale.

Secondo il candidato, ci sono informazioni che mancano o andrebbero approfondite? Eventualmente, come potrebbe ottenerle l'assistente sociale?

Quali obiettivi e quali strategie di intervento potrebbe prevedere l'assistente sociale per la situazione descritta?

Letto 1512 volte Ultima modifica il Domenica, 08 Maggio 2011 00:03

Aggiungi commento

Sono consentiti commenti ai non registrati, ma prima di venire pubblicati saranno vagliati dalla redazione.
E' richiesto l'inserimento di un indirizzo e-mail (che non viene pubblicato).
La responsabilità di quanto inserito nei commenti è degli autori degli stessi.


Codice di sicurezza
Aggiorna