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Domenica, 15 Maggio 2011 20:27

Trento - 1^ Sessione 2001

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PROVA TEORICA

1. Tra gli scopi del Sistema Integrato di Interventi e Servizi Sociali previsto dalla L. 328/2000 vi è anche “la promozione della solidarietà sociale, con la valorizzazione delle iniziative delle persone, dei nuclei famigliari, delle forme di auto-aiuto e di reciprocità e della solidarietà organizzata”. La candidata/il candidato illustri in che cosa consiste il metodo dell’auto-mutuo aiuto e quali funzioni può svolgere un assistente sociale può attivare o facilitare tale processo.
2. La candidata/il candidato illustri i principi e le caratteristiche metodologiche del processo di aiuto di servizio sociale secondo l’ottica relazionale.
3. La legge 328/2000 di riforma dell’assistenza, recentemente approvata, prevede che: “Alla gestione ed all’offerta dei servizi provvedono soggetti pubblici nonché, in qualità di soggetti attivi nella progettazione e nella realizzazione concertata degli interventi, organismi non lucrativi di utilità sociale, organismi della cooperazione, organizzazioni di volontariato, associazioni ed enti di promozione sociale, fondazioni, enti di patronato e altri soggetti privati”. La candidata/il candidato illustri le possibili collocazioni ed il ruolo del servizio sociale professionale in un tale quadro.

PROVA PRATICA
L’a.s. Rossi, che lavora nel Servizio Sociale di un piccolo Comune e si occupa sia dell’utenza anziana sia dei nuclei familiari con minori, incontra la sig.ra Valeria per un primo colloquio, in ufficio.
La sig.ra Valeria vive con i due figli di 6 e 8 anni, affidati a lei dopo la separazione dal marito. Il padre dei bambini, infatti, vive in un’ altra città, piuttosto lontana, e li vede ogni quindici giorni nel fine settimana. Fino a lo scorso anno scolastico, i due bambini dopo la scuola andavano a pranzo a casa della nonna materna, Rosa, e si fermavano con lei fino alle 17.30, quando la mamma tornava dal lavoro e li passava a prendere. Un mese fa però la nonna ha avuto una grave malattia che l’ha lasciata molto debilitata.
Anche se da poco riesce a stare sulla sedia a rotelle, ha bisogno di assistenza per spostarsi dal letto, per l’igiene personale, per la preparazione dei pasti e, ovviamente, per la gestione della casa e delle altre attività quotidiane: Inoltre ha avuto qualche episodio di confusione, nel quale appariva poco lucida e consapevole di ciò che le era accaduto.
La sig.ra Valeria riferisce che non se la sente di lasciarla a casa da sola. Così ha cercato una persona che, a pagamento, restia a casa di Rosa durante la giornata, fino alle 17.00 circa, dopo di che Valeria viene ad aiutarla a consumare la cena e a mettersi a letto.
La spesa per questa assistenza privata è piuttosto alta e la pensione della nonna non basta per coprirla per intero. Di conseguenza Valeria non può permettersi di pagare anche una baby sitter per i bambini. In città non ci sono altri parenti, e – ad anno scolastico quasi concluso – non è possibile inserire i figli in una scuola tempo pieno.
Per il momento, Valeria ha deciso di dare al più grande le chiavi di casa e di lasciarli da soli dal ritorno da scuola fino alle 17.30: Lascia loro qualcosa di pronto per pranzo ed una videocassetta da guardare alla televisione.
E’ però preoccupata per questa situazione, anche perché, secondo il medico, è molto improbabile che le condizioni di Rosa migliorino. Inoltre fra poco, con le vacanze estive, i bambini saranno a casa molto di più. Ha già pensato di mandarli in colonia al mare, per due settimane, anche se il più piccolo non ne vuole sapere. Il tempo in cui saranno a casa da soli però, anche considerando le ferie di Valeria ed il periodo che trascorreranno con il padre, resta consistente.
Un’insegnante del bambino più grande ha notato che, al momento di uscire da scuola, è spesso agitato e in ansia. Dopo averne parlato con Valeria per capire cosa stava succedendo, questa insegnante le ha consigliato di chiedere al Sevizio Sociale se poteva avere aiuto per l’assistenza della nonna.

1. Secondo la candidata/il candidato, ci sono informazioni che mancano o che andrebbero approfondite? Eventualmente, come potrebbe ottenerle l’assistente sociale?
2. Quali obiettivi e quali strategie di intervento potrebbe prevedere l’ assistente sociale per la situazione descritta?

 

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