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Giovedì, 02 Giugno 2011 16:50

Verona 1^ sessione 2003

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SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

TEMA 1 - Paradigma ed intervento di rete. Il/la candidato/a ricostruisca il dibattito teorico ed empirico che ha legittimato l'intervento di rete nell'ambito dell'organizzazione dei servizi alla persona. Definisca il paradigma di rete e metta in evidenza le sue ricadute sui principi, i metodi e le tecniche professionali del servizio sociale.

TEMA 2 - Uno dei principi etici dell'assistente sociale è quello del rispetto e promozione dell'autodeterminazione delle persone. Ne illustri il significato, le implicazioni metodologiche, i problemi di applicazione nel lavoro dell'assistente sociale.

TEMA 3 - Alcuni autori designano l'assistente sociale come il "tecnico delle risorse". Il candidato ne analizzi il significato in relazione alle diverse dimensioni dell'intervento professionale con la persona, con la comunità territoriale, con le istituzioni.

SECONDA PROVA SCRITTA

TEMA 1 - Descriva il/la candidato/a gli aspetti più significativi dell'evoluzione nell'assetto istituzionale ed organizzativo dei servizi sociali comunali, anche alla luce delle innovazioni apportate dalla legge 8/11/2000 n. 328.

TEMA 2 - Diritti di cittadinanza e politiche sociali. Il/la candidato/a presenti in maniera sintetica i criteri di inclusione, nei programmi tesi alla tutela e alla promozione del benessere individuale e collettivo, che sono alla base dei due modelli di Welfare rilevabili a livello europeo: il modello universalistico e quello occupazionale.

TEMA 3 - L'attuale normativa socio-assistenziale contiene importanti riferimenti alla tutela dell'infanzia e al sostegno delle famiglie: ne descriva valori, obiettivi, modalità generali di intervento, anche in relazione all'attuale organizzazione dei servizi territoriali.

PROVA PRATICA

TRACCIA 1 - Il candidato elabori un piano di intervento, utilizzando gli elementi descritti. Contesto. Servizio tutela Minori presso il consultorio familiare sito in un comune di 20.000 abitanti. L'équipe è composta da psicologo, assistente sociale, educatore responsabile del servizio educativo a domicilio e dei due centri pomeridiani. Situazione. L'insegnante di una scuola elementare segnala telefonicamente che un bambino di 6 anni sta creando scompiglio nella scuola perché spesso al momento della merenda mima quelli ceh sembrano atti sessuali sotto un tavolo. La maestra chiede con urgenza un appuntamento con qualcuno del Servizio anche perché è già stato notato da un genitore che ne ha sentito raccontare dalla figlia. In prima battuta il bambino non appare trascurato e viene accompagnato sempre dalla madre, casalinga, che però non sembra avere un carattere forte ma piuttosto superficiale. Viene fissato l'appuntamento e la riunione di équipe.

TRACCIA 2 - Il candidato elabori un piano di intervento, utilizzando gli elementi descritti. Contesto. Comune di 50.000 abitanti con presenza di servizi pubblici assistenziali e sanitari (assistenza domiciliare, assistenza domiciliare integrata, Istituto per anziani non autosufficienti con una piccola unità diurna per autosufficienti, consultorio familiare, distretto sanitario, CEOD convenzionato). Situazione. Si persenta presso il Settore Sociale una signora di 40 anni in compagnia di una anziana di anni 83 di nome Pierina. La signora ha trovato l'anziana che vagava da sola davanti al Municipio nelle ore più calde del giorno con un mazzo di chiavi in mano. Incuriosita la signora ha chiesto all'anziana se avesse bisogno di qualche cosa. La signora Pierina rispondeva che non si ricordava dove abitava. La signora ha accompagnato Pierina dall'Assistente Sociale e ha fornito alcune generalità (indirizzo, nome e cognome) consocendo l'anziana di vista. L'Assessore ai Servizi Sociali, presente in quel momento, riferisce all'assistente sociale di riconoscere, nella signora Pierina, l'anziana segnalata dai condomini di una palazzina di 5 piani che temono un'esplosione da fuga di gas. L'anziana descritta dai condomini "vive da sola, si alza spesso di notte per uscire o per segnalare la presenza di ladri, non fa entrare nessuno in casa e ha un nipote che abita a 150 chilometri di distanza.

TRACCIA 3 - Il candidato elabori un piano di intervento, utilizzando gli elementi descritti. Contesto. Servizio Handicap adulto.Comune di 20.000 abitanti con presenza di servizi pubblici assistenziali e sanitari (assistenza domiciliare, assistenza domiciliare integrata, Istituto per anziani non autosufficienti con una piccola unità diurna per autosufficienti, consultorio familiare, distretto sanitario, CEOD convenzionato). Presenza di volontariato. Situazione. Giunge al servizio la telefonata di una sig.ra di 72 anni già conosciuta dal servizio. La sig.ra, vedova da 3 anni, vive in una frazione perierica del comune assieme al figlio Luca di 35 anni affetto da tetraparesi spastica senza compromissione delle capacità cognitive. Luca ha un controllo parziale della mano destra che usa sulla carrozzina elettrica per gli spostamenti. La madre non ha la patente. L'anziana signora chiede per l'ennesima volta un aiuto generico per la situazione del figlio. la sig.ra accenna ad un aiuto generico per il bagno del figlio e per l'inserimento diurno (ma non il pomeriggio) del figlio nel Ceod. L'educatore che ha raccolto la chiamata riferisce che la sig.ra gli è parsa molto esasperata per l'impegno assistenziale quotidiano e rammenta in équipe che Luca rifiuta l'inserimento nel Ceod perché è "pieno di handicappati".

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