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Venerdì, 03 Giugno 2011 17:50

Venezia 1^sessione 2006

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SEZIONE A

PRIMA PROVA SCRITTA

Le politiche  sociali  riconoscono  da  sempre  un  ruolo  privilegiato  alla  famiglia  nei processi  di formazione  e cura  alla persona;  la normativa  nazionale  e regionale  di questi  ultimi  anni  appare  confermare  la sua  centralità  ogni qualvolta  si affrontano tematiche  connesse  al sociale:  il candidato  descriva  se  a livello  attuativo  risulti concretamente  e adeguatamente  realizzata  l’enunciazione  del dettato  normativo.

SECONDA PROVA SCRITTA

Il “prevalente  interesse  del  minore”  è un  imperativo  dell’agire  professionale  che può  scontrarsi  con  un  conflitto  di  interessi  e priorità  quando  fragilità  e disagio caratterizzano  anche  gli adulti  di riferimento  del minore  stesso.
Il candidato,  dopo  una  sintetica  articolazione  teorica  a  riguardo,  formuli  delle ipotesi  circa  possibili  strategie  organizzative  e  operative  per  risolvere  tale conflitto  e  assicurare,  anche  nelle  situazioni  ad  elevata  complessità  e
multiproblematicità  le necessarie  garanzie  e forme  di tutela.

SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

In  una  recente  pubblicazione  è  stato  posto  il seguente  interrogativo:  “Servizio Sociale: rete  di salvataggio  o agenzia  di inclusione  sociale?”. Il candidato  articoli una  riflessione  su  tale apparente  contraddizione  in relazione  alle attuali  politiche sociali in materia  di immigrazione.

SECONDA PROVA SCRITTA

Il colloquio  è uno  strumento  privilegiato  delle professioni  di aiuto.
Delinei  il candidato  peculiarità,  specificità  ed  ambiti  di utilizzo  di tale  strumento nell’agire  professionale  dell’Assistente  Sociale.

PROVA PRATICA

La signora  Maria, 52 anni, si presenta  al Servizio  Sociale del Comune  per  segnalare la situazione  di grave disagio  personale,  igienico- sanitario  e di gestione  della casa del fratello, Sergio, 50 anni. Fino ad ora era lei ad occuparsi  del fratello, ma  da qualche  tempo  il proprio  carico familiare  non  le  permette  più  di  provvedervi  in  quanto  il  marito  è  malato terminale,  non  autosufficiente  e la figlia  ha  due  bambini  piccoli  e necessita  di aiuto.
La signora  Maria descrive  la situazione  del fratello  Sergio: Celibe,  vive  solo  in  un  alloggio  di  proprietà  (ereditato  dai  genitori).  E’ invalido (riconoscimento  di invalidità  del  74%) a causa  di una  grave  forma  di epilessia  che lo colpì durante  l’infanzia  con  esiti cerebrali tali da limitarne  le capacità  mentali. Sergio è sempre  stato  seguito  dalla madre,  ma  dopo  la sua  morte,  avvenuta  3 anni fa, la situazione  è andata  via via deteriorandosi. La casa  non  è più  stata  sottoposta  a manutenzione  e versa  in uno  stato  precario. La sig.ra  Maria  ha  cercato  di  garantire  al  fratello  i pasti  principali,  un  minimo accudimento  personale  (igiene  e biancheria)  e della  casa,  ma  ora  non  è più  in grado  di farsene  carico. Sergio,  seppur  manifesti  rari  episodi  di  aggressività,  è  generalmente  piuttosto socievole;  i  suoi  limiti  intellettivi  ne  riducono  l’autonomia  e  la  capacità  di iniziative  per  la cura  di sé e della casa. Tuttavia,  se  seguito,  si  lava,  mangia  da  solo,  si  sposta  dall’abitazione  per  brevi percorsi  nel quartiere. Vive della pensione  di invalidità  ma  è incongruo  nella gestione  del denaro.
Il candidato  formuli  un  piano  di intervento  e delinei  il quadro  degli attori  e delle risorse  (istituzionali  e non) da attivarsi  a sostegno  della situazione  presentata.

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