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Giovedì, 02 Giugno 2011 23:54

Verona 1^ sessione 2008

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SEZIONE A

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Illustri il candidato le finalità e le caratteristiche di un Piano Sociale di Zona utilizzando anche eventuali esemplificazioni (in un'area a scelta).

2. La valutazione multidimensionale: specificità del servizio sociale professionale negli interventi integrati socio-sanitari.

3. Tra assistenza sociale e bisogno di sicurezza: quale ruolo del servizio sociale professionale nell'organizzazione dei servizi.

PROVA PRATICA

1. Il lavoro di organizzazione delle risorse del privato sociale finalizzato all'implementazione di progetti per il reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati: il candidato indichi un percorso per la progettazione e l'organizzazione della sudddetta attività.

2. Quali elementi possono essere considerati di qualità dal punto di vista del servizio sociale nell'assegnazione di un servizio di assistenza domiciliare al privato sociale: il candidato commenti gli indicatori che ritiene maggiormente rilevanti.

3. Illustri il candidato le tappe principali del processo di elaborazione di un piano di intervento con il seguente obiettivo strategico: prevenire situazioni di disagio e devianza dei minori stranieri, quando privi in ambito locale di figure parentali di riferimento significative.

SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Esame del ruolo dell'assistente sociale nel lavoro di territorio: metodologia e strategie nel lavoro di rete e nella promozione dei gruppi di auto-aiuto.

2. Le prime fasi del processo di aiuto: aspetti metodologici e strumenti possibili nell'ambito del servizio sociale professionale.

3. Il colloquio è uno strumento privilegiato nell'operatività dell'assistente sociale: ne delinei il candidato caratteristiche, specificità ed ambiti di utilizzo.

SECONDA PROVA SCRITTA

1. Il Piano di Zona: strumento privilegiato di programmazione che permette all'assistente sociale di esercitare le specifiche competenze nella connessione, integrazione e valorizzazione delle risorse.

2. Le misure di contrasto alla povertà messe in atto dagli enti locali, anche alla luce della legge 328/2000.

3. Garantire l'accesso ai livelli minimi di assistenza sociale: quale contributo del Servizio Sociale professionale.

PROVA PRATICA

1. Al Servizio Sociale Comunale accede, senza appuntamento, una signora trentenne di origine ucraina, assieme al suo unico figlio di anni due; ella riferisce di essere stata "messa alla porta" dal suo convivente di nazionalità italiana (proprietario dell'appartamento in cui vivevano e padre del bambino ) e di non saper quindi dove alloggiare. La signora, disoccupata, non ha per sé e per il figlio alcun effetto personale, in quanto - dice - il convivente le impedisce di rientrare in casa. Illustri il candidato un possibile piano di lavoro.

2. Caso di Luca. Luca è un signore di 40 anni, celibe, vissuto con i genitori (entrambi alcolisti e seguiti dai servizi sociali) fino alla loro scomparsa. A seguito di ciò i fratelli (che nel frattempo si erano coniugati) hanno deciso di vendere la casa paterna e di dividere "l'eredità". La parte spettante a Luca si è esaurita immediatamente (aveva contratto dei debiti e ha dovuto assolverli), ora non ha più nulla, né una casa né un'entrata economica. Luca non lavora da molti anni: finché i genitori erano viventi assolvevano loro ai bisogni primari, ora i fratelli lo hanno informato della loro indisponibilità "assoluta" ad occuparsi di lui. Luca si rivolge all'assistente sociale del proprio Comune, e chiede di essere assistito: vuole una casa ed un lavoro ... forse anche lui ha un problema con il bere, ma non lo ha mai riconosciuto né intende farlo ora, a suo dire lui abbisogna solo di un lavoro e di un'abitazione! Il candidato, ponendosi nei panni dell'assistente sociale del Comune al quale Luca si è rivolto indichi, motivandone le scelte:

- che tipo di idea si è fatto di questa situazione (prima valutazione) e quali altri elementi sono necessari per un migliore inquadramento della situazione

- come intende procedere

- quali, come e quando (se ritiene il caso) altri Servizi possono essere coinvolti

-  come attuare il principio di autodeterminazione e di coinvolgimento dell'utente nelle fasi del processo metodologico in situazioni come quella presentata.

3. Il sindaco di un comune di circa 150 mila abitanti viene contattato dal Presidente di una circoscrizione che segnala quanto da più giorni riferito da un gruppo di cittadini: da un'abitazione del centro, nella quale vivono una giovane coppia con due bambini di 3 e 5 anni, si sentono continue urla, pianti e rimproveri rivolti soprattutto ai minori e alla madre. Il padre risulta svolgere lavori saltuari e di breve durata e lo si vede spesso frequentare i bar della zona; la madre al momento non lavora e s'è rivolta alla Caritas parrocchiale con la richiesta di aiuto. Il sindaco incarica l'assistente sociale di verificare la situazione. Ipotizzi il candidato un progetto di intervento indicando:

- come intende procedere nel contattare il nucleo familiare;

- quali servizi pubblici o del privato sociale intende coinvolgere;

- quali azioni intende promuovere a sostegno della situazione presentata.

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