dal 1995 punto di riferimento per i professionisti del sociale
  non chiederti cosa può fare per te questo sito, chiediti cosa puoi fare tu per questo sito!

   perché...  gli assistenti sociali dall'emoticon facile! :-)


banner-001
sideBar
Venerdì, 03 Giugno 2011 18:41

Venezia 1^sessione 2010

Vota questo articolo
(0 Voti)

SEZIONE A

PRIMA PROVA SCRITTA

1. L’assistente sociale deve contribuire a promuovere una cultura della solidarietà e della sussidiarietà, favorendo o promuovendo iniziative di partecipazione volte a costruire un tessuto sociale accogliente e rispettoso dei diritti di tutti (articolo 33 del Codice Deontologico dell’Assistente Sociale). A quali modelli teorici del servizio sociale l’assistente sociale può fare riferimento per conciliare le azioni volte allo sviluppo della dimensione comunitaria con quelle volte al benessere dell’individuo?

2. Il/la candidato/a esponga e commenti le principali leggi che regolano la professione dell’assistente sociale.

3. Il/la candidato/a illustri i fondamenti etici e deontologici della professione di Assistente Sociale ed approfondisca il tema relativo al segreto professionale ed il segreto d’ufficio.

SECONDA PROVA SCRITTA

1. Il/la candidato/a elabori un progetto che favorisca la pacifica convivenza in una cittadina di medie dimensioni tra comunità di immigrati appartenenti a etnie e/o religioni differenti e la comunità locale. Spieghi in particolare a quali principi etici e deontologici ispirerebbe il proprio intervento.

2. In conseguenza delle misure di restrizione della finanza pubblica, una amministrazione comunale è costretta a rielaborare il proprio piano di sviluppo dei servizi sociali e di assistenza sul territorio. Gli assistenti sociali sono chiamati a contribuire alla ridefinizione delle linee di indirizzo in materia. Tenuto conto della normativa vigente, dei riferimenti simulativi di bilancio a disposizione, il/la candidato/a elabori alcune proposte di indirizzo che consentano per un verso di corrispondere alla richiesta del sindaco e per l’altro di tutelare i diritti fondamentali della persona.

3. In base a quanto indicato dalla legge 328/2000 art. 16 “valorizzazione e sostegno delle responsabilità familiari” che al comma 3 punto d) prevede “prestazioni di aiuto e sostegno domiciliare” e della legge 149/2001 che sancisce il diritto del minore di crescere in famiglia, il/la candidato/a elabori un progetto finalizzato alla realizzazione di un servizio di sostegno domiciliare rivolto ai minori residenti e alle loro famiglie.

SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Il/la candidato/a illustri gli indicatori di qualità più accreditati nella valutazione degli interventi sociali, alla luce dei modelli e delle teorie di riferimento.

2. Il processo di aiuto nel servizio sociale: aspetti metodologici e strumenti professionali.

3. Il/la candidato/a illustri i fondamenti etici della professione di assistente sociale tenendo conto di quanto indicato dal codice deontologico.

SECONDA PROVA SCRITTA

1. La Costituzione italiana afferma che “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. La società odierna, tuttavia, si caratterizza per una pluralità di forme di vita familiare, non sempre riconducibili a quella riconosciuta dalla Carta Costituzionale, che producono una diversificazione dei bisogni e delle domande rivolte al Servizio Sociale. Il/la candidato/a illustri quelle che ritiene maggiormente significative e quali strumenti operativi ritiene maggiormente incisivi.

2. Lo strumento professionale della visita domiciliare: il processo di realizzazione e di valutazione.

3. Il/la candidato/a dia una definizione per ciascun termine proprio del linguaggio professionale dell’assistente sociale:
• Colloquio
• Lavoro sociale
• Segnalazione
• Segreto professionale e privacy
• Sussidiarietà

PROVA PRATICA

1. Francesca ha 17 anni e mezzo ed è la secondogenita di una coppia sposata da circa 20 anni. Il padre è un libero professionista, mentre la madre è impiegata part time e la sorella maggiore ha due anni più di lei ed è iscritta all’università. Francesca frequenta la classe IV di un istituto magistrale con un buon profitto, gioca da anni nella squadra di pallavolo del quartiere e ha un gruppo di amici e amiche che sono “cresciuti insieme” in quanto hanno condiviso gli stessi percorsi scolastici. Da circa un anno ha iniziato a frequentare Marco, un ragazzo di 19 anni che frequenta la sua stessa scuolae si diplomerà fra pochi mesi. Francesca scopre di essere incinta e insieme a Marco si rivolge all’assistente sociale del consultorio Familiare per interrompere la gravidanza chiedendo di lasciar fuori i suoi da quello che definisce “un incidente di percorso”. L’assistente sociale...

2. La Scuola Materna segnala al servizio sociale del Servizio di Neuropsichiatria Infantile di aver assistito a episodi di maltrattamento da parte della madre nei confronti del figlio autistico di quattro anni. Il bambino è seguito regolarmente dal Servizio di Neuropsichiatria; è certificato e ha quindi l’insegnante di sostegno e l’operatore addetto all’assistenza che lo seguono a scuola. La madre è separata dal marito con il quale non mantiene un buon rapporto, ha un altro figlio di ventidue anni non convivente e tossicodipendente di cui si deve occupare, nato da una precedente relazione anch’essa interrotta.
Il/la candidato/a illustri come potrebbe attivarsi rispetto alla situazione esposta e quale piano di intervento intraprendere.

3. Il sig. Mario si reca dall’assistente sociale per esporre la situazione della sua anziana madre. Quest’ultima ha 87 anni, è vedova, le uniche entrate economiche sono la pensione sociale e l’indennità di accompagnamento per un problema di visus che, insieme all’età, l’ha resa ormai quasi cieca. Il piccolo appartamento nel quale vive è di proprietà. Durante il colloquio il sig. Mario racconta le sempre maggiori difficoltà  della  madre a vivere  da  sola a  causa  della  sua  patologia, di come gli aiuti domestici che ha provveduto ad attivare - una signora che si occupa della casa, della preparazione dei pasti e di farle compagnia - non siano più sufficienti e della sua impossibilità a occuparsi maggiormente della madre. Egli è figlio unico, con un’attività lavorativa e una famiglia; e non può sostenere la spesa di una badante a tempo pieno. Sa del desiderio della madre di “morire a casa sua” e per questo chiede all’assistente sociale di aiutarlo a convincerla ad andare in casa di riposo, e di indicargli le pratiche burocratiche necessarie per l’inserimento.
Quale piano di lavoro formulerà l’assistente sociale e quale progetto potrà proporre al figlio della sig.ra Maria? Quali gli obiettivi che con il suo progetto intende perseguire?

Letto 2254 volte

Aggiungi commento

Sono consentiti commenti ai non registrati, ma prima di venire pubblicati saranno vagliati dalla redazione.
E' richiesto l'inserimento di un indirizzo e-mail (che non viene pubblicato).
La responsabilità di quanto inserito nei commenti è degli autori degli stessi.


Codice di sicurezza
Aggiorna