dal 1995 punto di riferimento per i professionisti del sociale
  non chiederti cosa può fare per te questo sito, chiediti cosa puoi fare tu per questo sito!

   perché...  gli assistenti sociali dall'emoticon facile! :-)


banner-001
sideBar
Domenica, 29 Maggio 2011 17:54

Cagliari 1^ sessione 2007

Vota questo articolo
(0 Voti)

SEZIONE A

PRIMA PROVA SCRITTA

1. Nell’ambito delle politiche sociali è sempre più diffusa la progettazione micro e macro. Si esprimano considerazioni critiche intorno a tale pratica e si argomenti sulle sue caratteristiche peculiari, rispetto ad altri ambiti, nonché sugli approcci e modelli.

2. Il controllo di gestione (supervisione) e la valutazione nei servizi rientrano fra i momenti fondamentali per realizzare azioni corrette nei servizi sociosanitari. Se ne illustrino i principali approcci. Tecniche e nodi problematici.

3. Nell’ambito del lavoro sul territorio, la ricerca-intervento può rappresentare un utile strumento professionale per agevolare l’interlocuzione e la riflessione nella dialettica fra il livello delle risorse e della organizzazione dell’offerta e il livello dei bisogni e della espressione della domanda. Si espongano i caratteri di questo tipo di ricerca con possibili analisi critiche, come ad esempio facendo riferimento al problema del mandato sociale spesso slegato dall’organizzazione del servizio.

SECONDA PROVA SCRITTA

1) L’assessorato alle politiche sociali del Comune di una piccola città, recentemente interessata da un discreto afflusso immigratorio, avendo consultato lo staff di servizio sociale, decide di aprire uno Sportello di segretariato sociale specifico al tema, con un duplice obiettivo immediato: a) conoscenza del fenomeno e delle problematiche; b) orientamento e sostegno di prima accoglienza; e con un obiettivo mediato: predisporre un appropriato piano di interventi e servizi. Allo scopo incarica il Servizio sociale di presentare un Progetto per l’implementazione dello Sportello. Si proponga un disegno per un tale Progetto corredandolo, se si vuole, di commenti.

2) In una scuola media inferiore accadono frequenti episodi di bullismo tra gli alunni, e il preside fa ricorso, ad ogni emergenza, all’assistente sociale del Consultorio familiare di zona. In occasione di un ennesimo episodio i due operatori concordano sulla necessità di operare in modo preventivo e l’assistente sociale accetta di preparare una bozza di Progetto di intervento integrato da discutere e definire tra Scuola, Consultorio ed eventuali altri Attori ritenuti da coinvolgere. Si proponga e si illustri un tale Progetto.

3) Il “Centro Antiviolenza sulle Donne” della città propone al Servizio sociale del territorio di avviare un’alleanza non episodica per combattere il fenomeno dei maltrattamenti familiari a carico di donne e bambini. Si ipotizzi un Piano di accordi per la gestione in rete di azioni e interventi.

SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

1. La dignità della persona umana quale valore primario e matrice essenziale del Servizio Sociale. Porre in rilievo, anche con riferimenti teorici ed esempi, come il Servizio Sociale ricerchi modelli, sviluppi metodi e tecniche e appronti strumenti finalizzati a tale valore.

2. Il valore del territorio nel Servizio Sociale quale punto di riferimento essenziale per i singoli e per le comunità.

3. Dal concetto di bisogno al concetto di domanda: si descriva il processo di aiuto in quanto tipo di risposta proposta dal Servizio Sociale, descrivendone caratteri, tempi e strumenti e argomentandoli anche in riferimento agli obbiettivi di fondo del Servizio Sociale nella sua ottica trifocale (persona-comunità-istituzioni).

SECONDA PROVA SCRITTA

1. Il servizio sociale e le politiche sociali: elementi di interazione. Come la professione di assistente sociale si colloca nel sistema organizzato dei servizi, nel rispetto del mandato sociale e del mandato istituzionale.

2. Decentramento, sussidiarietà, solidarietà e partecipazione sono concetti ricorrenti nelle azioni di politica sociale. Il candidato illustri le loro possibili traduzioni operative con particolare attenzione alla progettazione e alla valutazione.

3. Dal welfare state al welfare mix, dal centralismo al decentramento. Quali opportunità e quali incertezze nell’attuale scenario del sistema dei servizi alla persona.

PROVA PRATICA

1. All’assistente sociale di un Comune di medie dimensioni (20.000 abitanti) si presenta una signora di circa settanta anni, vedova, segnalando la necessità di intervenire a favore della figlia di quaranta anni con un grave ritardo mentale, sempre seguita dalla madre, mai giunta ai servizi sociali. Il Candidato descriva i possibili interventi.

2. All’Assistente Sociale del Comune si rivolge una giovane donna pesantemente maltrattata in famiglia. Più volte si è rivolta al consultorio familiare, a suo dire senza esiti di grande rilievo; quali sono le possibilità di intervento alternative per l’assistente sociale.

3. All’assistente sociale del Comune si rivolge una giovane donna non coniugata e madre di una minore di 5 anni, affetta da grave handicap psico-fisico. La donna svolge lavori precari che rendono insufficiente il proprio reddito. Il Candidato elabori un piano di intervento.

4. I nonni materni di Lucia, una bambina di 4 anni, si sono occupati della nipote sin dalla nascita, con lunghi periodi di convivenza, in quanto i genitori, per la loro giovane età e per difficoltà personali, non riuscivano a seguire in modo adeguato la figlia.  A seguito di un reato commesso dal padre, emerge la situazione della minore e i servizi della ASL ritengono opportuno un affidamento. I nonni chiedono che siano loro ad occuparsi della minore. Indichi il Candidato le modalità di intervento dell’Assistente Sociale.

5. Jasmine ha 38 anni e vive in un alloggio popolare, ha tre figli da diverse relazioni. Il maggiore è sposato e vive per conto proprio; gli altri, rispettivamente di 11 e 15 anni, vivono con lei. La donna è dedita all'alcol e non svolge alcuna attività lavorativa. Il figlio di 15 anni non ha conseguito la licenza media e il più piccolo è stato segnalato dalla scuola per uno svantaggio sociale significativo. La condizione della donna non facilita un adeguato impegno educativo della stessa nei confronti dei figli che vivono sulla strada, sono molto trascurati e non conoscono regole. Il Candidato indichi gli interventi attivabili dall’Assistente Sociale nel percorso di aiuto e sostegno alla famiglia.

6. L’insegnante della scuola dell’obbligo segnala la situazione di un alunno di anni otto che presenta un ritardo nell’apprendimento, problemi di socializzazione e manifesta comportamenti aggressivi nei confronti dei compagni. Nella segnalazione si evidenzia il rifiuto del minore nei confronti della maestra che viene definita dal bambino “cattiva”. La richiesta di aiuto è stata sottoscritta dai genitori. Il Candidato valuti la situazione del minore e della famiglia nell’ottica di un lavoro interdisciplinare e integrato. Ipotizzi un progetto di intervento.

7. I familiari di Alice, 15 anni, orfana di padre dall’età di 3 anni, si rivolgono all’assistente sociale del comune per una richiesta di aiuto. Alice vive con la madre ed il suo secondo marito (che ha adottato la ragazza circa otto anni fa) e il fratellino di 5 anni. Ha interrotto il percorso scolastico per disagi nell’apprendimento. Manifesta difficoltà di relazione nei confronti dei familiari e insofferenza alle regole. Frequentemente “scappa” di casa o non rientra la sera. Il Candidato illustri un’ipotesi di lavoro.

8. Alcuni cittadini segnalano all’assistente sociale di un Comune la situazione di disagio vissuta da un anziano, non più autosufficiente che vive da solo. Il Candidato illustri la metodologia di lavoro nelle diverse ipotesi.

9. Immagini di condurre il primo colloquio, fissato per appuntamento, col signor Piero R. Il sig. Piero ha 76 anni, è di fine e fiero aspetto, per quanto inizialmente un po’ incerto nell’esporre la propria richiesta di aiuto; in seguito incoraggiato, si abbandona allo sfogo della sua angoscia affastellando con ansia vari momenti della sua vita per raccontare il suo disagio che ha origini lontane e una molteplicità di fattori. Durante il colloquio, opportunamente guidato, gradatamente si calma, e si enuclea: a) una situazione di difficoltà a gestire la degenza della moglie ormai non autosufficiente da anni; b) il peso dei propri sensi di colpa nei confronti di lei per averla trascurata durante la lunga cita matrimoniale a vantaggio del lavoro e dell’accumulazione di danaro; c) la difficoltà di rapporti sereni e collaborativi con i figli i quali, proprio in quanto da lui stesso iniziati al lavoro e al guadagno (nell’attività commerciale familiare) risultano degli adulti insensibili. La signora allettata riceve cure a domicilio per circa quattro ore giornaliere. Poche per il signor Piero che deve provvedere personalmente per le rimanenti ore ad accudire la moglie e non può permettersi ulteriori oneri finanziari data la svolta negativa delle sue condizioni economiche. Tracci i vari momenti del colloquio ipotizzato, descriva i suoi possibili comportamenti e interventi
nel condurlo, nonché i possibili piani di azione.

10. Immagini di essere preposto/a ad un servizio che eroga interventi economici integrativi del reddito. Nei tempi predefiniti di accoglimento degli utenti si presenta a lei una signore di circa 40 anni, di aspetto dimesso e atteggiamento impacciato, la quale le consegna la documentazione di rito munita del nulla osta di concessione del sussidio a cura degli uffici amministrativi. Dai documenti risulta che la donna è casalinga; il marito è operaio edile ma disoccupato da 2 anni; dei tre figli solo l’ultimo, di anni 14 frequenta la scuola nella 1° media inferiore, e gli altri due, si 16 e 20 anni, non hanno completato la scuola dell’obbligo e sono disoccupati. Prospetti, motivandola, la sua conseguente attività di accoglienza e trattamento del caso.

11. Immagini di operaie in un Servizio territoriale di base dove perviene la richiesta di un preside di scuola media a cui una ragazzina di 13 anni ha chiesto in lacrime di poter parlare con un’assistente sociale. In sede di colloquio con la ragazza lei rileva il seguente quadro della situazione:
? che i suoi genitori, non sposati, sono separati e in conflitto tra loro;
? che lei vive col padre presso l’anziana nonna paterna e uno zio, invalido per inabilità psichica, in una vecchia casa scomoda, malsana e dove le è impedita ogni riservatezza;
? che il padre è disoccupato, benché sia stato un buon elettricista e, da quando beve, si è trasformato in un padre irascibile fino ad impaurirla;
? che incontra la madre, ora unita con un altro uomo, clandestinamente a causa dei minacciosi divieti del padre, con la quale lei vorrebbe andare a vivere;
? che frequenta periodicamente e col favore del padre, la casa di una zia materna, sposata e con due figli, la quale tende a giustificare il padre e spesso parla male della madre.
Provi a descrivere il suo approccio al caso dal momento in cui riceve la segnalazione, al momento dell’incontro con la ragazza (che si presenta inizialmente titubante e circospetta) e al successivo dipanarsi del colloquio con lei. Prospetti la chiusura del colloquio e un’ipotesi di piano di intervento enucleando gli elementi fondamentali che lo determinano.

12. Immagini di lavorare presso un servizio che eroga prestazioni di assistenza domiciliare integrata e dover rispondere alla domanda di aiuto per il governo della casa e per l’assistenza diretta alla persona, formulata da un figlio di un anziano signore (il cui nome è Bruno) rimasto solo dopo la perdita della moglie e affetto da patologie che lo rendono parzialmente non autosufficiente. Lei deve predisporre l’inserimento di un operatore domiciliare e impostare il progetto di intervento
complessivo. Tracci gli elementi fondamentali del progetto tenuto conto della sua preliminare lettura della situazione e delle dinamiche familiari, così sintetizzabili: il signor Bruno (86 anni) è persona sensibile per quanto dal tono austero; pur cagionevole in salute ha una buona lucidità mentale; vive da solo in una casa grande e confortevole; ha un discreto livello di istruzione e gli piace leggere, ma la sua vista si stanca facilmente; gli piace conversare ma è riservato per le sue questioni private e discreto nei confronti di quelle altrui; denota pudore nel suo contegno personale; gli piace fare delle passeggiate; il signor Bruno ha avuto un buon matrimonio e tre figli (due femmine e un maschio), tutti sposati e con figli già grandi che vanno saltuariamente a fargli visita, ma ciascuno separatamente dagli altri; vi è una malcelata “guerra fredda” tra i figli (e parzialmente i nipoti) relativa alle rispettive responsabilità di accadimento del padre entri uno sfondo di rincorse ereditarie.

13. Nell’ambito del suo ipotetico settore operativo l’equipe di cui lei fa parte ha avviato un affidamento familiare di un bimbo di quattro anni, di nome Fabio, presso una coppia di coniugi (Anna e Gianni). Come previsto nel progetto di affido, che prevede, oltre all’aiuto alla famiglia d’origine, un’attività di accompagnamento della famiglia affidataria; lei esegue la prima visita domiciliare presso la stessa. Descriva i vari atti professionali inerenti tale intervento considerati i seguenti elementi significativi: i coniugi hanno un’età intorno ai 40 anni, sono sposati da 7 anni e non hanno figli. La signora è un’insegnante e il marito un affermato professionista. Vivono in una bella villa di periferia immersa nel verde di un giardino. Hanno fatto demanda di adozione di un bambino ed attendono da quasi due anni di essere esauditi; nel frattempo hanno espresso la loro disponibilità anche per l’affidamento; nella ”visita” lei viene accolto/a con molta cordialità. I coniugi si profondono in resoconti di eventi e situazioni quotidiane da quando Fabio è arrivato a casa (quasi un mese), nonché delle sue continue
trovate e dell’accoglienza ricevuta da parte di parenti e amici: tutto documentato da tante foto e filmini ed evidenziato dal tenore generale della casa e del giardino qua e là disseminati di giochi, presenti poi in abbondanza nella cameretta di Fabio; Fabio, durante la visita è iperattivo e frequentemente si introduce nel dialogo, alzando il tono di voce e talvolta atteggiandosi a neonato o sollecitando i presenti a prestargli attenzione con pizzichi, calci e morsi soprattutto nei confronti della signora Anna,Quando si allontana per un gioco si capisce che cerca comunque di ascoltare e chiede continua attenzione chiamando “mamma” e “papà”.

14. Sandra è una giovane 31enne, da molti anni vittima della dipendenza dalla droga, è madre nubile di Alice, una bella e vivace bambina di 8 anni; è orfana di padre da piccola, i suoi punti di riferimento sono la madre 60enne e il fratello maggiore,economicamente instabile, divorziato e padre di due figli adolescenti che gli procurano continue preoccupazioni. La storia di Sandra legata alla tossicodipendenza è contraddistinta da vicissitudini assai intricate e talvolta drammatiche, nelle quali è rimasta spesso coinvolta la piccola Alice. Nel timore di essere privata della potestà genitoriale sulla figlia Sandra acconsente a sottoporsi a trattamento di recupero sanitario e sociale. L’équipe del servizio, di cui lei fa parte, si fa carico di un Progetto di recupero che contempla un Contratto con la giovane donna e la sua famiglia. Lei deve effettuare una visita domiciliare di verifica e valutazione intermedia del processo di aiuto. Descriva attività ed atteggiamenti che porrebbe in essere in detta circostanza, e su quali linee di resoconto si orienterà, considerati i seguenti elementi: il Progetto ha come presupposto la determinazione del Tribunale per i Minorenni di affidamento di Alice alla nonna materna; Sandra ha l’ingiunzione di risiedere presso la madre, ma in sede di colloquio sfugge che più volte trascorre giorni e notti altrove insieme all’ultimo compagno e talvolta posta con sé Alice; la madre appare sfuggente al dialogo e un po’ omertosa (forse ha paura); il fratello accetta di aiutare la sorella, ma anch’egli appare omertoso e diffidente.

15. Rita ha 15 anni, è una ragazzona dal fisico un po’ mastodontico, ma dall’animo semplice e ancora molto puerile, perciò facile preda di insolenze e malversazioni di bulli e malintenzionati. Frequenta il primo anno di una scuola media superiore. Dopo un ennesimo episodio di gogna di gruppo, colta da crisi di pianto si chiude nei bagni della scuole rifiutandosi di rientrare in classe. Pina, una ragazza del quarto anno, riesce a calmare Rita e gradualmente a ottenerne la fiducia. Nei giorni
successivi Rita confortata dal calore di Pina da sfogo alla sua angoscia e le racconta il suo dramma familiare: da anni è costretta a subire le violenze sessuali di un fratello sotto minaccia di botte e ulteriore ludibrio pubblico. Rita appartiene a famiglia numerosa di stampo borghese; il fratello persecutore è avviato ad una brillante carriera militare. Gli altri fratelli e sorelle concorrono in varia misura nel canzonare sistematicamente la povera Rita. Pina, sua recente amica, avendo conosciuto lei, come assistente sociale, in occasione di un suo intervento di educazione sociale a scuola negli anni delle medie inferiori, le chiede un colloquio, convince Rita e l’accompagna da lei perché le possa esporre le sue sofferenze e si affidi al suo aiuto. Descriva le attività e gli interventi che in una tale circostanza porrebbe in essere.

16. Aldo è un ragazzo di 16 anni che frequenta il secondo anno delle superiori. E’ il primogenito di 4 figli. Di sua iniziativa prenota un colloquio con lei per chiederle aiuto affinchè cessino i maltrattamenti fisici e psicologici commessi dal padre, alcolista da anni, ai danni della madre e, di riflesso, dell’intera famiglia, costretta a mortificazioni e stati d’ansia continui.
Descriva un possibile piano di intervento anche nelle sue modalità di impostazione.

17. Nella sua agenda degli appuntamenti c’è la richiesta di colloquio del signor Carlo che si presenta col figlio Roberto.
Descriva l’avvio e la conduzione del colloquio durante il quale rileva i seguenti elementi:
? il signor Carlo ha 46 anni e fa l’impiegato nella pubblica amministrazione; è separato da 5 anni e vive con la anziana madre conducendo vita regolare, ha una relazione senza convivenza con una donna;
? per decisione giudiziale i due figli Roberto di 13 anni e Giulia di 9 sono affidati alla madre insieme all’abitazione familiare;
? Roberto frequenta la 3° media con profitto, interviene nel corso del colloquio dimostrando una certa maturità e sarà lui ad esprimere il bisogno di aiuto;
? Roberto chiede di poter andare a vivere col padre lamentando di subire il dispotismo della madre, che spesso nervosa con lui gli impedirebbe totalmente svaghi ed amici, ma soprattutto la frequentazione del padre, salvo qualche ora alla domenica,benché il decreto di separazione preveda la possibilità di incontri liberamente concordati;
? la tensione con la madre sarebbe tale da procurare al ragazzo insonnia e viene riferito di un episodio di fuga da casa del ragazzo, non rintracciato per una intera notte e riapparso al mattino dopo presso il padre.

Letto 14694 volte Ultima modifica il Domenica, 29 Maggio 2011 18:52

Aggiungi commento

Sono consentiti commenti ai non registrati, ma prima di venire pubblicati saranno vagliati dalla redazione.
E' richiesto l'inserimento di un indirizzo e-mail (che non viene pubblicato).
La responsabilità di quanto inserito nei commenti è degli autori degli stessi.


Codice di sicurezza
Aggiorna