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Domenica, 29 Maggio 2011 18:58

Cagliari 2^ sessione 2007

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SEZIONE B

PRIMA PROVA SCRITTA

1) Nel processo d’aiuto la relazione e l’atteggiamento che l’assistente sociale instaura con l’utente ne rappresentano un punto focale. Il candidato sviluppi gli aspetti propri della relazione e dell’atteggiamento professionale.

2)Il processo di aiuto nel servizio sociale: aspetti valoriali, metodologici, relazionali ed operativi. Immaginando un promo incontro con un cliente/utente, e magari esemplificando a titolo strumentale, si illustrino tali aspetti sviluppando un proprio ragionamento per spiegare come e perché essi debbano essere coniugati tra loro in un corretto esercizio professionale. In altre parole, si evidenzi la necessaria congruenza tra i valori, i principi e gli obiettivi del servizio sociale e le scelte operative (di modelli, metodi, tecniche e strumenti) dell’assistente sociale.

3)L’autonomia delle persone nel servizio sociale è insieme valore e fine fondamentale. Essa è contemplata sia nel riconoscimento del diritto all’autodeterminazione, che indica costantemente la traiettoria degli interventi operativi, sia nell’aspirazione a indurre cambiamento e responsabilità, che richiede azioni non meramente assistenziali. Si espongano le proprie riflessioni su tale apparente paradosso, facendo anche riferimento alle funzioni “curativo-riparativa” e “preventivo-promozionale” del servizio sociale e agli aspetti ad esse correlati.

SECONDA PROVA SCRITTA

1) Nel corso del tempo il tema delle politiche sociali si è evoluto nei contenuti e significati e ha via via assunto rilievo fondamentale nell’ambito del diritto pubblico, sia in quanto riferito ai così detti diritti sociali in continua espansione, sia in quanto rappresenta una parte consistente dell’agire della pubblica amministrazione. Dalle primordiali e aleatorie forme di beneficienza, agli interventi di contenimento e controllo del malessere sociale, all’affermarsi dei così detti diritti di cittadinanza, i principi ideali ispiratori delle politiche sociali si sono faticosamente trasformati, nel corso talora discontinuo della civilizzazione, il cui processo non è mai scevro da insidie. In una carrellata, possibilmente agile, si illustrino e commentino i principi che hanno maggiormente caratterizzato le diverse forme storiche di politica sociale fino ad oggi.

2) Si prospetti un’ipotesi di piano di organizzazione per la gestione integrata di un servizio sociale, motivando e illustrando le relative opzioni.

3) Dopo averne illustrato le caratteristiche, si commenti il vigente sistema dei servizi alla persona nelle sue luci ed ombre, se ne prefigurino eventuali aspetti di realizzabilità e di critica.

PROVA PRATICA

1) Sara è una bambina di 8 anni che, a causa del prolungarsi delle turbolenze familiari provocate dai suoi genitori in continuo conflitto, da qualche mese è stata accolta in regime di affidamento familiare per il periodo di un anno, presso un’altra famiglia e qui sperimenta una quotidianità emotivamente più tranquilla e materialmente più confortevole. Nell’ambito dell’attuazione del progetto di aiuto (che contempla –come noto- la parte contrattuale) e specificamente in occasione di una visita domiciliare alla famiglia d’origine, lei in quanto assistente sociale riceve le lamentele di Sara riguardanti difficoltà di rapporti con la bambina e con la famiglia affidataria, tali da crearle angoscia e paura di un allontanamento affettivo della figlia da lei. La donna si dichiara cosciente delle pregresse responsabilità sue e del marito (attualmente in carcere) e promette una vita più ordinata, nonostante il disagio economico, tuttavia protesta per il comportamento della famiglia affidataria che sente sottilmente denigratorio nei suoi confronti (a tal sostegno riferisce di episodi a suo giudizio sospetti) e perciò pericoloso per la stabilità affettiva della bambina. Esponga considerazioni illustrative e metodologiche della fattispecie proposta e tracci qualche ipotesi operativa per la specifica questione nella situazione prospettata.

2) Il Telefono Blu, l’organizzazione locale corrispondente al più noto “Telefono Azzurro”, segnala a lei, in quanto operatore di ente pubblico, il caso di tre minori, residenti nella sua città, in temuta situazione o pericolo di violenza e abuso in ambito familiare o parafamilliare. Viene riferito dal segnalante di una telefonata ricevuta da una bambina che, con voce angosciata e seppure in modo stentato, avrebbe chiesto aiuto per sé e i suoi due fratellini più piccoli, perché “a casa sua qualche volta il fidanzato della mamma si comporta in modo brutto, non solo con la mamma ma anche con loro”. La bimba avrebbe spiegato di aver conosciuto il Numero del Telefono Blu a Scuola, ma avrebbe anche implorato di non rivolgersi alle maestre; infine, tuttavia, avrebbe sia dichiarato il suo nome che dato sufficienti indicazioni della sua abitazione. Dopo preliminari riflessioni, soprattutto con riferimento ai diritti soggettivi delle persone coinvolte, provi a tracciare un’ipotesi di approccio strategico al “caso”.

3) Luisa, un’insegnante di quarant’anni, sposata con due figli, si rivolge al centro sociale territoriale del comune per chiedere aiuto relativamente a problemi di gestione dei propri genitori molto anziani. Il padre presenta una malattia grave, degenerativa ed invalidante, mentre la madre da qualche tempo non riesce più a gestire autonomamente il problema. Da sei mesi Luisa ha accolto con gravi difficoltà sia organizzative che relazionali i genitori nella sua abitazione. La signora appare disorientata e chiede sostegno. In sede di colloquio si concorda un progetto di assistenza integrata. Il candidato segnali se ed in quale direzione intende approfondire la raccolta di informazioni e provi ad individuare le fondamentali istruzione da dare all’operatore socio-sanitario e l’illustrazione del Progetti di aiuto.

4) Immagini di essere preposto al Servizio di Segretariato Sociale di un Comune di media entità, dove sia presente un discreto indice di immigrazione extracomunitaria. Si presenta a lei una giovane signora, dall’aspetto un po’ dimesso e smunto in evidente stati di gravidanza, accompagnata da due figli piccoli di cui uno ancora in braccio. La signora chiede aiuto economico, oppure una casa più adeguata, oppure un lavoro mentre intercala confusi riferimenti al compagno, padre dei suoi figli, un cittadino nordafricano. Provi a tratteggiare il suo approccio nell’accoglienza dell’utente e nella conduzione del colloquio.

5) La sig.ra Anna, casalinga sposata da 12 anni col sig. Michele meccanico, madre di due figli in età scolare, le chiede aiuto per indurre suo marito ad abbandonare il vizio del gioco alle slot machines, di cui sarebbe ormai dipendente da qualche anno, depauperando il già fragile bilancio domestico e stravolgendo in negativo il menage familiare. La signora si presenta tanto disperata da dirsi disposta a separarsi da lui se non inizierà realmente a disintossicarsi senza più menzogne, e affrontare le conseguenti difficoltà di provvedere da sola ai bisogni della famiglia. ratteggi una possibile conduzione del colloquio ponendo in evidenza un’ipotesi di proposta operativa alla signora.

6) Il signor Mario e la moglie si rivolgono all’assistente sociale di zona poiché la sorella di lui ha problemi di alcolismo trascurato. Chiedono aiuto al servizio sociale per la tutela del minore. Il candidato indichi quali ulteriori informazioni deve raccogliere e quali elementi sono da tenere in considerazione per affrontare questo caso. Illustri inoltre, un eventuale piano di lavoro che preveda obiettivi e modalità di intervento.

Letto 14274 volte Ultima modifica il Domenica, 29 Maggio 2011 19:41

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