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di Vittorio Zanon

Pubblicato in Ladri di bambini
Mercoledì, 31 Ottobre 2012 21:39

Creatività ed emarginazione

titolo/tema: Creatività ed emarginazione. Aldo Vianello, poeta ai margini della vita
tipologia
autori: Vittorio ZANON
tesi
relatore: Alberto AGOSTI
data/anno: 1998/99
città/luogo Università degli Studi di Verona – Facoltà di Lettere e Filosofia – Diploma Universitario in Servizio Sociale pagine/durata:
pp.158
altro/note:

 

Pubblicato in Raccolta tesi
Mercoledì, 21 Dicembre 2011 00:53

Per non diventare catena di montaggio

titolo/tema:

Per non diventare catena di montaggio. L'assistente sociale e l'organizzazione
tipologia
autori: Vittorio Zanon
articolo
editore: Animazione Sociale - Gruppo Abele
data/anno: 2/2007
città/luogo: Torino
pagine/durata:
pp.90-92
altro/note:

 

Pubblicato in Articoli e contributi
Mercoledì, 21 Dicembre 2011 00:03

La tentazione di non avere la competenza

titolo/tema: La tentazione di non «avere la competenza». Quando l'assistente sociale è sovraccarico
tipologia
autori: Vittorio Zanon
articolo
editore: Animazione Sociale - Gruppo Abele
data/anno: 12/2006
città/luogo: Torino
pagine/durata:
pp.92-93
altro/note:

 

Pubblicato in Articoli e contributi
Giovedì, 09 Giugno 2011 03:51

Eccomi qui

Eccomi qui, sono passate quasi tre settimane dal primo raduno di ASit e un po' alla volta stanno iniziando a uscire i contenuti di queste due giornate.
Il nostro paterno web master si è prodigato ed attivato per riuscire a pubblicare al più presto gli "atti virtuali". In realtà basta andare a leggere i contenuti dei singoli post-it appiccicati allo schermo per capire che non si tratta proprio di atti ma piuttosto di "matti" che per due giorni si sono incontrati, abbracciati, conosciuti, confrontati e (lo dico piano e sottovoce)… innamorati!
Non lo so, ma in questo momento e a distanza di così tanti giorni, non trovo altri termini per presentare l'esperienza e per trasmettere appieno la passione che si è respirata al raduno.
Ma proviamo a fare un po' di cronaca, per poter poi fare altre considerazioni sparse sul tema.

Le presenze

Al raduno complessivamente si sono viste 15 persone di cui 3 hanno partecipato per non più di due ore, ma che hanno voluto ugualmente prendere parte all'evento. Delle 15 persone 13 sono assistenti sociali, 1 assistente domiciliare, 1 studente. Dei 13 assistenti sociali alcuni non fanno l'assistente sociale ma altro (operatore domiciliare, psicologo, funzionario comunale) e i più giovani non hanno il classico impiego da dipendente pubblico (a tempo indeterminato) e può essere che lavorino in situazioni un po' particolari (co.co.co., in cooperative, contratto di formazione lavoro, all'interno di progetti specifici…). Qualcuno dei meno giovani invece ormai può vantare esperienze e posizioni molto più "in vista" (docenze, collaborazioni con università, libero professionista…).

Le provenienze regionali erano le seguenti:

bullet    Lazio
bullet    Puglia
bullet    Veneto
bullet    Sardegna e Piemonte (due in uno, ebbene sì avevamo anche questo!)
bullet    Calabria
bullet    Abruzzo
bullet    Lombardia
bullet    Umbria
bullet    Liguria

Davvero un raduno nazionale, non c'è dubbio… anzi, se si aggiunge che Yure non è italiana, si potrebbe - esagerando un po' - dire che si è trattato di un incontro persino internazionale… ma francamente questo aspetto non conta poi così tanto. Una cosa molto più interessante è lo spirito che ha spinto 15 persone ad incontrarsi assieme, a dedicare due o tre giorni della propria vita per ritrovarsi con delle persone conosciute in una mailing list professionale. La motivazione all'incontro era davvero forte e questo ha facilitato davvero le cose, per cui ci si è trovati in sintonia rispetto alla giornata, pur non avendo una "scaletta" dei temi da affrontare non ci si è persi o dilungati su questioni futili… è stata un'esperienza forte anche dal punto di vista dei contenuti, quindi! Si è partiti ciascuno dalla propria esperienza e personale percezione di ASit e dello strumento "internet" per l'assistente sociale.
Abbiamo subito scoperto che al raduno c'era sia chi è più attivo ed impegnato in ASit o nel sito (alcuni membri della redazione, altri molto attivi nel partecipare alle discussioni), sia la parte "silenziosa" che raramente (e in alcuni casi anche mai) interviene nelle discussioni in lista. Una bella scoperta davvero per me è stata proprio questa parte "silenziosa", che non è per nulla passiva o indifferente a quanto appare in ASit, ma anzi legge tutto con attenzione, cataloga, raccoglie ed anche - mi ha davvero sorpreso! - fotocopia e distribuisce a colleghi che non sono iscritti ad ASit. Una bella scoperta davvero, un modo, ritengo, di fare e diffondere parte della "cultura professionale" che ASit produce.
Tutta gente che ha a cuore la propria professione, si interroga su quanto fa con passione ed ha voglia di confrontarsi con altri proprio per migliorare sempre di più. E tutti allo stesso livello attorno allo stesso tavolo: c'erano esperienze, storie ed orientamenti diversificati tra loro, ma tutti accomunati dal desiderio di poter costruire qualcosa assieme. C'era una trasversalità quindi rispetto ad appartenenze, ruoli e posizioni anche all'interno del nostro piccolo e confuso mondo professionale. E la ricchezza era proprio nelle diversità, che c'erano ma non si percepivano… il raduno era proprio come l'avevo sognato!

ASit od ASìt, asitiani oppure asittiani?
La realtà, si sa, è diversa dal mondo virtuale, ma quando la realtà entra nel mondo virtuale o il mondo virtuale sconfina nella realtà cosa può accadere? Accade che ci si confronta davvero con l'altro per come è e si riescono a capire di più le interpretazioni e letture che l'altro fa di cose che io magari intendevo in un altro modo… dalle cose più semplici, tipo appunto decidere come si pronuncia quella cosa che tutti noi vediamo scritta "A - S - i - t"? l'accento va sulla "a" o sulla "i" come si direbbe qui nel Veneto? E le persone che frequentano ASit, come si chiamano? Con sorpresa in questi giorni ho osservato la nascita di una nuova parola… anzi di due: "asitiani" ed "asittiani"… forse la differenza è ancora legata agli accenti…
Ma da questo giochino, si può capire la differente e soggettiva percezione di ciascuno su quanto in ASit appare… ecco anche la necessità a volte di chiarire meglio i termini e le questioni sì, ma anche di lasciarsi prendere dal gioco e allentare un po' le proprie difese, per scoprire poi la ricchezza che il sereno confronto può portare. Il linguaggio di internet è diverso da quello cui si è abituati, vi sono le netiquette e gli emoticon per esempio, ma non tutti sanno usarli al 100% e se li usano forse altri non li sanno interpretare con lo stesso significato che volevano avere… uno magari usa il MAIUSCOLO perché ci vede male ed un altro pensa (come la netiquette prevedrebbe) che si stia urlando… uno scrive alla sera stanco e stressato dal lavoro ed un altro lo legge al mattino della domenica… i contesti e le predisposizioni sono differenti, ma queste si trasmettono molto meno per e-mail.
Bene, ci siamo arrivati: le "emozioni". Le emozioni vengono un po' falsate od annullate dallo schermo del nostro computer, ma di emozioni ne sentiamo davvero un grande bisogno! Ecco forse perché il raduno è stato così ricco e pervaso di affettività e passione: avevamo tutti degli arretrati da recuperare! :-)

Anziano professore o simpatico studente?

Queste, volendo un po' riassumere, le due rappresentazioni di me presenti nell'immaginario degli asitiani… curioso davvero! Ma ripensandoci mi viene voglia di buttare giù un paio di commenti su questa cosa. E quello che ho notato è come le persone più "mature" mi identificavano tendenzialmente più come un simpatico e timido giovincello con tanta voglia di fare, mentre i colleghi più giovani mi vedevano già adulto e preparato… addirittura docente universitario! Curioso davvero, in fin dei conti come ciascuno mi dipingesse come diverso e lontano da sé… che sia un momento di lento passaggio da una descrizione all'altra?

Pubblicato in ASit Raduno - Roma 2003
Martedì, 30 Novembre 1999 01:00

Con la madre, se consenziente

di Vittorio Zanon

Pubblicato in Ladri di bambini
Martedì, 30 Novembre 1999 01:00

¡Hasta siempre, Angelita!

Pubblicato in Ladri di bambini
Martedì, 30 Novembre 1999 01:00

Chi è Laura?

di Vittorio Zanon

Pubblicato in Ladri di bambini
Giovedì, 24 Marzo 2011 21:30

Iscrizione ad ASit su Facebook

Per iscriversi al gruppo di ASit su Facebook, una volta che si ha attivato il proprio profilo in tale social network, basta cercare il gruppo con il motore di ricerca interno o, più comodamente, andare a questo link: http://www.facebook.com/groups/asit.fb/

Pubblicato in ASit su Facebook
Lunedì, 14 Marzo 2011 01:37

bibliografando

 di Vittorio Zanon

Indicazioni su come costruire la bibliografia


Ciò che è segnato con un asterisco [*] costituisce indicazione essenziale che non va mai omessa.

LIBRI

* 1. Cognome e nome dell'autore (o degli autori, o del curatore, con eventuali indicazioni su pseudonimi o false attribuzioni),

* 2. Titolo e sottotitolo dell'opera,

3. ("Collana"),

4. Numero dell'edizione (se ve ne sono molte),

* 5. Luogo di edizione: se nel libro non c'è scrivere: s.l. (senza luogo),

* 6. Editore: se non c'è, ometterlo,

* 7. Data di edizione: se nel libro non c'è scrivere: s.d. (senza data),

8. (Dati eventuali sull'edizione più recente a cui ci si è rifatti),

9. Numero di pagine ed eventuale numero dei volumi di cui l'opera si compone,

10. (Traduzione: se il titolo era in lingua straniera ed esiste una traduzione italiana si specifica nome del traduttore, titolo italiano, luogo di edizione, editore, data di edizione, eventualmente numero di pagine).

ARTICOLI DI RIVISTE

* 1. Cognome e nome dell'autore,

* 2. "Titolo dell'articolo o capitolo",

* 3. Titolo della rivista,

* 4. Volume e numero del fascicolo (eventuali indicazioni di Nuova Serie),

5. Mese e anno,

6. Pagine in cui appare l'articolo.

CAPITOLI DI LIBRI, ATTI DI CONGRESSI, SAGGI IN OPERE COLLETTIVE

* 1. Cognome e nome dell'autore,

* 2. "Titolo del capitolo o del saggio",

* 3. in

* 4. Eventuale nome del curatore dell'opera collettiva oppure AA.VV.

* 5. Titolo dell'opera collettiva,

6. (Eventuale nome del curatore se prima si è messo AA.VV.),

* 7. Eventuale numero del volume dell'opera in cui si trova il saggio citato,

* 8. Luogo, Editore, data, numero pagine come nel caso di libri di un solo autore

Tratto (e leggermente riadattato) da:

Eco, Umberto (1980) Come si fa una tesi di laurea. Le materie umanistiche 5^ ed. 1993, Milano, Bompiani, pp.92-93

 

Alcune annotazioni utili

Usando i criteri suggeriti da Eco per costruire la bibliografia mi sono trovato leggermente in difficoltà per alcuni casi, per cui per cui ho preferito operare così:

  • metto sempre – quando lo conosco – anche il nome dell'autore, dopo una virgola, per evitare che sia confuso col cognome;
  • nel caso che vi siano più autori, inserisco ugualmente i nomi propri che, ritengo, si possono distinguere dai cognomi in quanto quest'ultimi sono seguiti dalla virgola [es. Bertin, Giovanni Maria Contini,  Maria Grazia (1986) Costruire l'esistenza. Il riscatto della ragione educativa Armando Editore, Roma, pp.167]. Un altro modo può essere adoperando il "maiuscoletto" per i cognomi [es. Bertin, Giovanni Maria Contini, Maria Grazia (1986) Costruire l'esistenza. Il riscatto della ragione educativa Armando Editore, Roma, pp.167]
  • se gli autori sono tanti ma non specificati – ovvero: autori vari – evito di mettere la famosa sigla (AA.VV.) per evitare, anche, che Autori Vari possa essere uno degli autori da me più consultati: visto che nella bibliografia ordinerò i libri in ordine alfabetico per autore, questi libri li metterò in ordine alfabetico seguendo il titolo [es. (1978) Quelli che non contano. Materiali di studio sull'emarginazione sociale Collana Documenti di Sevizio Sociale n.19, Centro Studi Zancan, Padova, pp.219]; un'altra soluzione può essere quella di riportare il primo autore (in ordine alfabetico, di comparizione, di simpatia o chissà quale, purché sia sempre lo stesso il criterio adottato) [es. Bansola, Adriano et. al. (1990) La solidarietà per il superamento di emarginazione solitudine e razzismo Atti del 59° corso di aggiornamento culturale dell'Università Cattolica, Cagliari, 10-15/9/1989, Vita e Pensiero, Milano, pp.271];
  • gli autori potrebbero essere anche vari, ma coordinati da uno in particolare: allora questo è il curatore dell'opera e va inserito come fosse lui l'autore, specificando però che ne è solo il curatore [es. Paci, Massimo (a cura di) (1993) Le dimensioni della disuguaglianza. Rapporto della fondazione Cespe sulla disuguaglianza sociale in Italia Il Mulino, Bologna, pp.517]; potrebbe esserci più di un curatore o, anche, il curatore/i potrebbe non essere una persona fisica [es. Osservatorio della Gioventù Universitaria Salesiana di Roma (a cura di) (1990) Emarginazione e associazionismo giovanile. Emarginazione, disagio giovanile e prevenzione nella società italiana dal 1945 ad oggi Ministero dell'Interno, Roma, pp.328]
  • dopo cognome e nome dell'autore, metto, fra parentesi tonde, l'anno di pubblicazione dell'opera originale (può capitare facilmente che il libro sia stato scritto in data differente da quella dell'edizione consultata, specie se è una traduzione, una riedizione...) [es. Hesse, Hermann (1915) Knulp S. Fischer, Berlin, tr. di Francesca Ricci, Knulp. Storia di un vagabondo 2^ ed. 1993, Tascabili Economici Newton, Roma, pp.98] se il libro consultato ha una data (o edizione) diversa da quella originale andrà specificato].
  • ed eccoci al titolo! Ho optato di scriverlo in corsivo per differenziarlo dal resto. Eco suggerisce di mettere una virgola dopo il titolo, ma io non l'ascolto... metto invece un punto fra titolo e sottotitolo [es. Demetrio, Duccio (1996) Raccontarsi. L'autobiografia come cura di sé Raffaello Cortina Editore, Milano, pp.229]; se il titolo originale non è in italiano, lo riporto prima, così come luogo di edizione e casa editrice, mettendo dopo la traduzione e il titolo con cui è stato tradotto [es. de Mello, Antony (1988) The prayer of the frog Gujarat Sahitya Prakash, Anand (India), tr. di Adria Marconi-Pedrazzi La preghiera della rana. Saggezza popolare dell'Oriente 5^ed. 1992, Edizioni Paoline, Torino, pp.372]; per risalire a questi dati basta consultare bene il libro che si ha in mano.
  • dopo il titolo può essere utile e simpatico [ :-) ] dare qualche altra informazione (il motto può essere: "più informazioni dai, più bella figura fai", ammesso che qualcuno guardi la tua bibliografia) [es. Novara, Daniele (1989) Scegliere la pace: Educazione alla giustizia 3° vol., disegni di Maurizio Forestieri, Ed. Gruppo Abele, Torino, pp.155 oppure (1980) Disagio e promozione sociale degli esclusi Atti Convegno Garda 25-27/5/79, Centro Formazione Permanente Educatori, Verona, pp.402];
  • alla fine si riporta il numero delle pagine - che spesso risulta un'informazione discriminante per lo studente che deve scegliere un testo per l'esame - che dà un'indicazione, non ancora precisa ma già meno vaga, sulla consistenza dell'opera/contributo; in alcuni casi si può aver consultato o usato solo una parte di un'opera: in questi casi è bene farlo ben capire, e lo si fa sia indicando le pagine del contributo, sia mettendo il titolo del contributo (che può essere un capitolo come un articolo) tra virgolette e non più in corsivo, in modo da non confonderlo con l'opera in cui è inserito [es. Baraldi, Claudio Volpini, Bettina "Come è possibile essere persona in carcere: l'esempio del teatro" in Marginalità e società, n. 32, 1995, pp.139-162 oppure Gui, Luigi, "Alcune riflessioni sul rapporto tra persone senza dimora e servizi sociali" in Caritas Ambrosiana (a cura della) (1996) Barboni: per amore o per forza? Senza dimora, esclusione sociale, povertà estreme, Edizioni Gruppo Abele, Milano, pp.83-89];
  • se si cita un brano (o anche se vi si fa riferimento), può essere carino (e spesso anche doveroso), oltre a riportare in bibliografia le indicazioni specifiche sull'opera [es. Breccia, Alberto Oesterheld, Hector (1962) Gli uomini dagli occhi di piombo Buenos Aires (Argentina), 1^ed. 1974, Oscar Mondadori, Verona, pp.232], riportare in nota le indicazioni essenziali per risalire al libro e le pagine, in modo che un lettore attento e pignolo possa verificare senza difficoltà la correttezza e la cura avuta nel riportare il brano [es. Breccia-Oesterheld (1962) p.35]. Una variante, rispetto alla nota, è rappresentata dalla parentesi quadra a seguito del brano citato, o all'opera cui si fa riferimento: in questo caso si può anche omettere la parentesi tonda per indicare l'anno [es. testo [Breccia-Oesterheld 1962 p.35] testo]. Usando una tastiera standard 101/102 tasti si ottengono le parentesi quadre premendo contemporaneamente e <[> oppure e <]>.
  • fondamentale è comunque mantenere sempre gli stessi stili e criteri nel costruire la bibliografia; si potranno cambiare alcuni criteri nel costruirne un'altra - a seconda delle esigenze e, anche, del gusto personale - ma non è proprio il caso di cambiare criteri nella stessa: sarebbe come cambiare caratteri o dimensioni di lettere e parole in una frase.
  • un ultimo suggerimento: poiché nel lavoro di ricerca si consultano moltissime fonti che non sempre poi si hanno a disposizione nel momento concreto in cui si scrive o si riutilizzano le informazioni raccolte, può essere opportuno annotarsi con precisione tutte le informazioni bibliografiche dei testi consultati, per non trovarsi poi a dover rintracciare il testo chissà dove o a lasciare le informazioni incomplete nella bibliografia.

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