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Professione Dove va la professione? Riforma professione: i comunicati del CNOAS
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Venerdì, 03 Agosto 2012 22:45

Riforma professione: i comunicati del CNOAS

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Riportiamo i vari comunicati stampa del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti Sociali inerenti la riforma delle professioni, in modo da facilitare la analisi cronologica degli eventi: dalla sintonia e l'entusiasmo del "parlare la stessa lingua" del Ministro, alla preoccupazione e delusione per un'occasione mancata, passando dalla individuazione di criticità e proposte.

 

 

 

comunicato stampa CNOAS 18 gennaio 2012

Liberalizzazioni: Samory, con il Ministro Severino parliamo la stessa lingua

"Valuto molto positivamente questo incontro col ministro Paola Severino. Persona chiara, diretta, con la quale si può costruire sinergicamente un percorso di salvaguardia del ruolo essenziale delle professioni ordinate e quindi in particolare della nostra professione, cosa che ci preme in primo luogo, abbandonando gli irrigidimenti in difesa della casta che non ci appartengono."
Così la Presidente dell’Ordine Nazionale degli Assistenti sociali Edda Samory al termine dell’incontro di lunedì con il ministro della Giustizia Paola Severino a via Arenula.
18/01/2012

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comunicato stampa CNOAS 19 giugno 2012

La Presidente del Cnoas, Prof.ssa Edda Samory, esprime profonda preoccupazione per l’assenza del coinvolgimento degli Ordini Professionali in merito alla Riforma degli stessi.

19/06/2012

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comunicato stampa CNOAS 24 luglio 2012

L’Ordine degli Assistenti Sociali sulla Riforma degli Ordini Professionali: criticità e proposte

Dopo il parere del Consiglio di Stato e gli incontri tra i rappresentanti del Cup- Comitato Unitario delle Professioni con il Ministro Paola Severino e la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, in attesa della conclusione dei lavori delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali riporta la sua posizione sul regolamento di riordino degli ordini professionali.

Edda Samory, presidente nazionale dell’Ordine esprime le preoccupazioni già esposte al Ministro e negli altri incontri istituzionali, auspicando modifiche importanti al decreto.

"I punti controversi, per quanto ci riguarda, sono fondamentalmente cinque:
1. il coinvolgimento dell’Ordine e la necessità di avere un capitolo dedicato alla professione
2. la formazione continua
3. il tirocinio
4. l’albo dell’Ordine con un’unica sezione
5. le commissioni disciplinari.

Auspichiamo che venga attivata una collaborazione fattiva per la modifica dell’ordinamento delle professioni e che i contenuti espressi possano trovare uno spazio di ripensamento e una maggiore chiarezza e corrispondenza con le necessità espresse dall’Ordine".

24/07/2012

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comunicato stampa CNOAS 3 agosto 2012

Delusione perché non è stata presa in considerazione la richiesta di un capo dedicato alla professione

L’Ordine degli Assistenti Sociali esprime da un lato un giudizio sostanzialmente positivo nei confronti del regolamento governativo di attuazione della delega sulla riforma degli ordinamenti professionali prevista dalla legge n. 148 del 2011 approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, però dall’altro una profonda delusione perché non è stata presa in considerazione la richiesta di un capo dedicato alla professione.

“Il testo ha colto buona parte delle osservazioni fatte dal Consiglio di Stato e dagli Ordini professionali – dichiara Edda Samory, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali. Esprimiamo soddisfazione per i punti che riguardano il principio dell’accesso alla professione libero e non discriminatorio, dell’effettività del tirocinio e dell’obbligo di formazione continua permanente del professionista, così come per il principio della separazione tra gli organi disciplinari e gli organi amministrativi nell’autogoverno degli ordini.”

“Resta grande però la delusione – continua Edda Samory - per l’assenza di un capo dedicato alla professione dell’Assistente Sociale - così come vi è un capo dedicato alla professione di avvocato (II) ed un capo dedicato alla professione di notaio (III) - che avrebbe consentito di accelerare il processo di riordino delle professioni, e in particolare della nostra, in un crescendo di professionalità e competenza. Il varo di questa normativa rappresentava l’occasione per una modernizzazione ed una liberalizzazione delle professioni che si facesse carico di superare le criticità esistenti al fine di migliorare la qualità delle prestazioni professionali nell’interesse degli utenti dei servizi professionali e, in questo senso, abbiamo perso un’occasione”.

03/08/2012

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Letto 3093 volte Ultima modifica il Sabato, 04 Agosto 2012 00:18

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