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Saperi Ladri di bambini Oggi, Piero, mi fai proprio rabbia...
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Lunedì, 07 Dicembre 2009 01:00

Oggi, Piero, mi fai proprio rabbia...

Scritto da  Lucia Ciuffi
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Oggi, Piero, mi fai proprio rabbia....

...e tanta più rabbia mano a mano che sento riaffiorare quella tenerezza bruciante che spesso mi ha portata a soffrire con te dei tuoi mali.

Non voglio essere travolta dal tuo dolore, mi difendo cercando dentro di me qualcosa, qualunque cosa, con cui costruirmi una corazza.

Perché oggi il tuo dolore, che potrebbe diventare il mio, mi fa tanta paura.

 

Stai seduto di fronte a me, mi mostri il tuo profilo ed eviti di guardarmi negli occhi. Curvo su te stesso, il tuo corpo alto e magro raccolto dentro il piumino scuro da bancarella, come a proteggerti da chissà quale tuo personalissimo gelo, che solo tu senti. La tua frangetta da monello mi ricorda continuamente il bambino abbandonato che sei stato, e il tuo viso scarno e imbronciato mi costringe a vedere l'uomo rabbioso che sei adesso.

Mi chiedi risposte che non so darti, non posso ricompensarti di tutto ciò che ti è stato tolto, consolare il tuo dolore di bambino che ancora reclama di essere preso in braccio e cullato. Ma il tuo pianto adesso ha i toni dell'aggressività e della violenza e si fa forte della consapevolezza di poter far male, ferire, e non solo subire come un bambino inerme nel lettino di un orfanotrofio.

Nei tuoi sprazzi di vicinanza, mi hai regalato i pochi ricordi della tua infanzia, che, nel mio dibattermi quotidiano, tornano per tormentarmi proprio quando vorrei mandarti al diavolo, mentre cerco per te un pasto caldo e un posto letto, da cui ti fai inevitabilmente cacciare. L'immagine di un padre sconosciuto che, piegato sulle gambe, cercava di attirarti a sé e di baciarti, rimasto per sempre associato al ricordo del senso di fastidio per l'odore di tabacco. E tu, bambino, a tirare calci ai sassi in un cortile interno, e la finestra con l'inferriata a cui ti arrampicavi per guardare dentro: tanti bambini allegri con i genitori in visita. Tu solo.

Ho pensato tante volte che nessun grande regista avrebbe potuto raccontare una storia di abbandono con immagini più efficaci di quei pochi ricordi che tu conservi alla sorgente della tua rabbia. Come potrò prendermi cura di tanto dolore? Stare accanto alla forza distruttiva che sprigioni, perché cerchi affetto e lo temi, perché pretendi l'accudimento che non hai avuto, ma hai il terrore di dipendere dalle cure di chi, ne sei certo, finirà per deluderti prima o poi, come tutti...

Ti parlo con calma di pronte accoglienze e di sussidi e vorrei solo urlarti di lasciarmi in pace! Chiederti cosa ti fa pensare che la scrivania che ci separa mi renda tanto forte da potermi accollare i dolori di tutta una vita...

Sì, oggi Piero, mi fai decisamente rabbia.

Letto 2059 volte Ultima modifica il Lunedì, 21 Febbraio 2011 22:58

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