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Saperi Ladri di bambini Voce e lavoro sociale
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Martedì, 11 Settembre 2012 15:04

Voce e lavoro sociale

Scritto da  Raffaello Maggian
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di Raffaello Maggian

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Rifletto spesso in questo periodo sull'importanza della voce nel lavoro sociale: il tono, il timbro, la gradevolezza, la forza...

Ci sono sfumature che a volte rendono l'altra parte che ascolta più attenta, più in sintonia o più distratta.
E' una riflessione che mi viene spontanea in quanto sto verificando in me stesso i cambiamenti della mia voce.

Da ottobre 2011 avevo notato un abbassamento del tono. Ne attribuivo la colpa ai climatizzatori estivi ed invernali, alle variazioni meteo, alle ore di insegnamento.
I medici pensavano a un possibile reflusso gastro-esofageo (diagnosi di moda), affrontabile con una pastiglia al giorno per due-tre mesi di pantaprazolo e alcuni esercizi vocali giornalieri concordati con la logopedista.
Dopo tre mesi di cure rivelatesi inutili, una accurata biopsia ha rilevato un carcinoma alla corda vocale.
Gli studi dicono che colpisce i fumatori (mai fumato in vita mia) e i bevitori (ho sempre bevuto pochissimo). Un'altra ipotesi, marginale, è che colpisca i "parlatori" (e qui potrei anche starci).
Dopo la diagnosi capisci l'importanza delle parole.

Le parole dei medici, degli infermieri, ma anche di chi sta alla reception. Speri di incontrare un operatore che si prenda cura di te, magari un assistente sociale, di cui consosci l' ottica trifocale, che ti consideri come come persona, facente parte di una comunità, con alcuni precisi diritti garantiti dall'organizzazione cui ti stai avvicinando. Dopo anni di attività svolta come assistente sociale al servizio delle persone più in difficoltà e avere contributo alla formazione di molti colleghi, prima o poi, mi sono detto, doveva accadere di trovarmi dall'altra parte del tavolo. Fa parte della vita.

Quando succede sei smarrito, perché ti rendi conto di non sapere, di non avere le informazioni minime per decidere: non sai qual è la soluzione migliore: intervento chirurgico o radioterapia; nella città in cui vivi o nella città dove sono più attrezzati. Cerchi di informarti parlando con i familiari, i parenti, gli amici, il medico di fiducia e navigando per ore via internet.
Alla fine ho scelto la radioterapia, perché l'intervento chirurgico mi avrebbe abbassato stabilmente la voce e mi avrebbe impedito di continuare a tenere lezioni e parlare come faccio da sempre.

Dal 16 agosto frequento il Centro di riferimento oncologico di Aviano.
E' bello vedere un luogo dove le pareti sono dipinte di azzurro, con poesie che ti rasserenano, il personale è accogliente e ci sono dipinti dappertutto . L'impiegata alla reception ha scritto con un pennarello sulla lavagna alle sue spalle "La gente conosce il prezzo di tutto e il valore di niente".
Ti guardi attorno e ti accorgi che ci sono malati che stanno molto peggio di te e fanno impressione i bambini pallidi e senza capelli, che si aggirano e a cui tutti regalano un sorriso.
Io per fortuna sono sereno. Mentre sono disteso nel letto con la maschera trasparente al volto che ti inchioda in modo che non puoi muoverti, guardo il soffitto dove è proiettato un cielo azzurro con le nuvole bianche e recito un padrenostro.
Sono convinto che molte nostre malattie siano psico-somatiche e che gran parte della guarigione dipenda da noi.
La domanda fondamentale da porsi è una sola: "ma tu vuoi vivere o vuoi morire?". Se scegli la seconda risposta ti lasci andare, fai spazio alla depressione, alla rinuncia. Io ho scelto con convinzione la prima e mi sono accorto subito di avere messo in moto una serie di meccanismi positivi, a cominciare dal piacere di parlare e comunicare con gli altri.
Il radioterapista mi ha detto che sono molto migliorato ed è rimasto lui stesso sorpreso dai risultati di tre settimane di terapia.
Sono convinto che gran parte del merito derivi dalle persone meravigliose intorno, che mi danno sostegno e forza vitale.
Questo periodo ha rappresentato per me occasione di riflessione e di crescita interiore.

E' strana la vita. Proprio ora che anche mia moglie è andata in pensione e avevamo progettato un viaggio a Buenos Aires, dove abbiamo amici, da un giorno all'altro ti ritrovi a dover cambiare programmi. La cura infatti durerà fino al 26 settembre, ogni giorno alle 13 per 20 minuti dal lunedì al venerdì.
Ma è proprio vero: ogni crisi rappresenta una opportunità.
E' così che abbiamo scoperto posti che mai forse avremmo visitato, a cominciare dallo splendido albergo con piscina "Ciasa de Gahja" di Budoia vicino ad Aviano, dove faccio rinfrescanti nuotate, dandomi l'impressione, con gli occhi chiusi, di essere ancora nel mare di Trieste.. Se devi piangere, diceva Marilyn in un film, meglio piangere in una rolls royce che in una cinquecento scassata e così abbiamo camminato per i sentieri nel bosco di Dardago, visitato il lago di Barcis, assaggiato i succulenti cibi del luogo, cenato al centro di Pordenone, ammirato la mostra fotografica di Spilimbergo, camminato nella piana del Cansiglio, girato per i mercatini dei paesi di montagna, ecc.
E' bello pensare di tornare in questi luoghi fra un po' di tempo, con la voce tornata normale e poter raccontare queste cose come un ricordo lontano...

Letto 3023 volte Ultima modifica il Mercoledì, 12 Settembre 2012 14:44

Commenti   

 
#1 RE: Voce e lavoro socialeLunaa 2012-10-18 09:05
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